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Blinken vola a Manila: una nuova fase per l’alleanza USA – Filippine all’ombra delle tensioni nello Stretto di Taiwan

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Lo scorso 6 agosto il Segretario di Stato USA Antony Blinken, nell’ambito del suo viaggio istituzionale nel Sud-Est Asiatico, si è recato a Manila in visita presso il neo insediatosi presidente filippino, Ferdinand “Bong-Bong” Marcos Jr

La visita si è svolta in un clima di tensioni nell’area, derivanti dal viaggio di Nancy Pelosi a Taiwan e dalla conseguente reazione di Pechino. In tale contesto, il contenuto del meeting tenutosi tra Blinken e Marcos Jr. non poteva che essere influenzato dai recenti sviluppi regionali.

Durante la visita, Marcos ha definito la reazione cinese alla visita della Pelosi come un indicatore di quello che è il normale livello di tensione nell’area marittima limitrofa al Dragone, tensione a cui i Paesi limitrofi sono abituati e non necessariamente atterriti. In effetti, l’assertività cinese nei mari circostanti a danno di altri Paesi (quali le Filippine), e la necessità di questi ultimi di garantire la libertà di navigazione nella zona è ormai un fatto che caratterizza la regola, e non un’eccezione, nelle scelte di politica estera e di difesa dei Paesi  coinvolti. 

Allo stesso modo, il Segretario di Stato Blinken ha sottolineato come gli Stati Uniti siano pronti ad onorare gli impegni previsti dal Mutual Defense Treaty del 1951, ossia l’intervento armato USA a favore dell’alleato filippino in caso di attacco esterno all’Arcipelago. Infine, entrambi i rappresentanti hanno ribadito la cruciale importanza dell’alleanza filippino-statunitense, e la necessità di evolverne i contenuti adattandola alle sfide dei tempi a venire, in difesa dell’alleato più longevo degli USA nella regione. Infine, i due hanno preso accordi per un’eventuale visita di Marcos Jr. alla Casa Bianca il prossimo Novembre, in occasione della partecipazione di Marcos all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Le dichiarazioni di Blinken circa la difesa armata dell’Arcipelago da parte degli Stati Uniti in caso di attacco Cinese costituiscono un tentativo di normalizzare e rafforzare le relazioni in ambito di sicurezza con le Filippine, dopo i turbolenti anni dell’amministrazione di Rodrigo Duterte, in cui l’alleanza fu ridimensionata dall’ex presidente in favore di alcuni tentativi di appeasement con la Repubblica Popolare. Inoltre, assicurare l’accesso e il controllo dei mari circostanti le Filippine alla Marina e all’Aeronautica statunitense è essenziale per Washington al fine di contenere l’espansione marittima cinese e mantenere la sicurezza nel Pacifico, specie nel caso in cui lo stato di tensione attorno all’isola di Taiwan non si normalizzi nel breve periodo. Le summenzionate dichiarazioni dunque costituirebbero un rinnovato impegno USA alla difesa regionale: spinti dalla contingente situazione di tensione e dalla convinzione che gli interessi di Washington e Manila in questa fase coincidano molto più che rispetto al passato, gli Stati Uniti sembrano aver superato anche alcuni dubbi circa l’affidabilità di Manila nell’onorare l’alleanza.  

D’altro canto, già dal discorso sullo Stato della Nazione dello scorso 25 luglio, Marcos Jr. nelle poche parole spese riguardanti la politica estera ha ribadito la ferma intenzione di “opporsi a qualsiasi potenza straniera che minacci la nostra sovranità nazionale”, in chiaro riferimento alle tensioni e dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale. Non solo, pur ribadendo l’importanza di mantenere relazioni proficue con il Dragone, Marcos Jr. non sembra intenzionato a proseguire la costruzione di alcuni grandi progetti infrastrutturali promessi da Pechino al suo predecessore, in cambio di una politica estera più accomodante e anti-americana. 

Del resto, pur minimizzando le recenti tensioni tra la Cina e  gli Stati Uniti riguardo Taiwan, e la grande esercitazione militare della Repubblica Popolare nelle coste taiwanesi, Marcos è consapevole che senza l’appoggio statunitense le Filippine potrebbero trovarsi coinvolte in un’escalation nel mare limitrofo senza adeguati mezzi (né solide relazioni) per difendersi. È pertanto in questo quadro che Marcos Jr., pur invitando entrambe le Superpotenze ad agire con prudenza, parrebbe optare per un riallineamento con gli USA al fine di garantire la sicurezza del proprio spazio marittimo e aereo. Allineamento anche favorito dall’invito del Segretario di Stato a Washington e dell’immunità diplomatica concessa a Marcos in caso di visita, nonostante alcuni processi pendenti negli Stati Uniti. 

In conclusione, la competizione strategica tra Cina e Stati Uniti preoccupa Manila più di quanto si possa mostrare: in questo quadro, un allontanamento da Washington lascerebbe le Filippine prive di reali capacità difensive. Allo stesso modo, occorre ricordare come l’Arcipelago si stia muovendo al fine di creare un proprio perimetro di alleanze e collaborazioni in materia di sicurezza con altre potenze regionali quali Giappone, India e Corea del Sud, nel tentativo di creare delle reali opzioni alternative alla mera dipendenza dagli Stati Uniti. Al momento attuale, tuttavia, Marcos Jr dovrà di buon grado accettare visite americane al palazzo Malacañang e volare a Washington, sorvolando un Pacifico sempre più bollente. 

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