I risvolti geopolitici dell’incontro tra Bergoglio e Kirill

L’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill ha un profondo significato geopolitico. Al di là del non banale risvolto storico, di portata millenaria il fatto che le due personalità che rappresentano le due principali Chiese del mondo cristiano si siano incontrate a Cuba non è affatto casuale.

I risvolti geopolitici dell’incontro tra Bergoglio e Kirill - GEOPOLITICA.info (cr: CTV)

Nella scelta di Cuba si intravede lo spostamento di baricentro al quale si sta assistendo nel mondo cristiano. Uno spostamento che si era reso già evidente e significativo con l’elezione del Papa proveniente dalla “fine del mondo”, da quell’America Latina che è bacino imponente di evangelizzazione e di una rinnovata vitalità della Chiesa. La scelta del paese americano, infatti – al di fuori dei confini europei che avevano visto il sorgere dello scisma – è stata fondamentale per la buona riuscita dell’evento. L’incontro arriva a pochi mesi dal viaggio effettuato da Bergoglio nella metà di settembre, e del viaggio di Raul Castro a maggio in Vaticano, in cui il Papa ha svolto un ruolo essenziale anche per il disgelo tra Cuba e gli Stati Uniti.

Dal vecchio al nuovo continente, insomma, per ridare vigore ai propositi universali della Chiesa di Roma e non solo. La fede cristiana, infatti, deve fare i conti con attacchi interni ed esterni ai propri mondi di appartenenza (da una parte a quello europeo, dall’altra a quello russo) e l’incontro dei giorni scorsi tra Bergoglio e Kirill sembra andare nella direzione di un riavvicinamento e un ricompattamento necessario per non soccombere sotto i colpi nemici. Tra questi non vi sono solo le dinamiche politiche, internazionali o nazionali, ma anche le minacce ai principi su cui il mondo cristiano si basa. In tal senso l’incontro sembra essere una controffensiva tutt’altro che banale al dibattito – che riguarda l’Italia in questi giorni in maniera specifica, ma è comune a buona parte del mondo occidentale – sulle unioni civili.

A tal proposito non è passata in secondo piano la dichiarazione congiunta sulla famiglia come unione esclusiva di un uomo e di una donna, a voler rimarcare la necessità che il mondo cristiano si ricompatti sotto un’insegna forte e radicata, sentita unanimemente e universalmente dal mondo cristiano, sia esso europeo, russo o americano. La Chiesa cattolica romana e quella ortodossa ripartono da Cuba, dal continente americano, dal riconoscersi reciprocamente come fratelli in un’unica fede, che si identifica e vuole ripartire anzitutto dal nucleo famigliare rappresentato dal matrimonio tra un uomo e una donna.