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TematicheRussia e Spazio Post-sovieticoIl "centro di gravità" nella battaglia di Bakhmut

Il “centro di gravità” nella battaglia di Bakhmut

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Scriveva il generale prussiano Carl von Clausewitz nel suo trattato “Della Guerra”: «Il centro di gravità si trova sempre là dove maggiore è la massa, ed ogni urto contro tale centro ha la massima efficacia sull’insieme, e perciò l’urto più forte deve avvenire contro il centro di gravità, così deve avvenire in guerra […] tali centri si trovano ove è raccolta la massa maggiore delle forze».

Queste parole costituirono la genesi della teoria del “centro di gravità” o Schwerpunktprinzip, secondo cui in fase offensiva il colpo di maglio che avrebbe portato poi alla “decisione” sul campo di battaglia, doveva essere sferrato contro il “fulcro” dello schieramento difensivo che è quello strategicamente utile a provocare il crollo del meccanismo nemico, non necessariamente quello che potrebbe essere definito “punto debole”.

Lo Schwerpunkt è un elemento concreto che non fornisce la “forza” all’azione ma rappresenta, esso stesso, la “forza” quale elemento tangibile e “sondabile” sul campo. A maggior ragione a livello tattico, l’obbligo è comprendere quale sia la forza del nemico, mentre a livello strategico-operativo tale dettame va integrato con la necessità di individuare un chiaro punto geografico dello schieramento, identificabile quale Schwerpunkt e, dunque, “centro di massa” o “punto critico”. Per i sostenitori delle teorie sistemiche, lo Schwerpunkt è un mito antiquato da sfatare, poiché a contare sul campo è l’interazione dei diversi attori operanti nel sistema, generalmente complesso e “non lineare”, nel quale non si palesa mai il “centro di gravità” o “punto critico” come teorizzato, al contrario, da Clausewitz e, mutatis mutandis, dai neo-clausewitziani. Alla prova dei fatti, in una guerra convenzionale tra due eserciti regolari, come è quella tra Russia ed Ucraina, lo Schwerpunktprinzip è un elemento essenziale nelle mani del pianificatore, a livello strategico ma anche tattico (vedasi nell’azione anche di un comandante di plotone) perché fissa in modo chiaro quale sia l’obiettivo da raggiungere, congiungendo elemento geografico ed elemento “forza”, cioè individuando – in fase offensiva – il punto esatto dove portare lo sforzo maggiore contro il nemico.  

Nella battaglia di Bakhmut che si sta combattendo in questi giorni in Ucraina, gli attacchi continui dei russi (truppe aviotrasportate VDV, fanteria di marina e mercenari Wagner) contro le postazioni ucraine sono un tipico esempio di ricerca dello Schwerpunkt, necessità che risponde all’obiettivo strategico del generale Valerij Vasil’evič Gerasimov, capo di stato maggiore generale delle Forze Armate Russe e comandante del raggruppamento delle Forze Russe in Ucraina, che è quello di stressare lo schieramento difensivo nemico fino a causarne il collasso, attraverso il raggiungimento delle sue linee logistiche principali, che passano per la T0504, ed il loro conseguente “allungamento” su vie secondarie, fino a minarne l’efficacia ed a rendere anti-strategica la difesa ad oltranza del settore di Bakhmut, destrutturando i contrafforti della linea difensiva ucraina di Kostiantynivka-Kramatorsk (perno)-Sloviansk.

Tatticamente le truppe russe sono, dunque, costrette a mantenere una costante pressione offensiva sui trinceramenti ucraini. La trincea è emblema del teatro operativo del Donbass – configuratosi fin dal 2014-2015 come “conflitto congelato” nonostante sia quello dove, con molta probabilità, si decideranno le sorti della guerra attuale – e la guerra di posizione impone che sia l’assalto frontale il principio tattico più in voga, dal cui successo dipendono le sorti della battaglia. Diversi milblogger, sia ucraini che russi, hanno posto l’accento sull’impatto devastante che l’utilizzo delle armi moderne ha complementarmente alla tattica da guerra di trincea.

Molti osservatori parlano della guerra d’Ucraina come di un prossimo frozen conflict, scambiando l’attuale guerra d’attrito per una “guerra di posizione”. Niente di più sbagliato, in quanto la guerra d’attrito, proprio per la sua natura di “spreco organizzato di risorse”, impone di aumentare la fase cinetica, applicando la massima pressione possibile sullo schieramento nemico, generando una escalation ed un riversamento in massa sui punti critici della difesa. Questo genera, da parte russa gli attacchi al centro dello schieramento ucraino (il cuneo che si insinua a Bakhmut, fino all’area del centro commerciale, manovra partita dall’area dell’azienda vinicola Artemovsk, ad est del fiume Bachmutka il 16 febbraio) e lungo la linea Ivanivske-Chasiv Yar (dove passa la T0504), mentre da parte ucraina gli attacchi d’alleggerimento sulle ali, nello specifico nelle aree di Klishchiivka e Krasna Hora.

Si tratta di una Materialschlacht (guerra di materiali) in piena regola, figlia della strategia di logoramento che i russi hanno scelto di seguire, impedendo agli ucraini di portare avanti la propria “guerra manovrata”.   

Una volta identificato lo Schwerpunkt strategico sul campo, si passa alla fase di Kesselschlacht (battaglia del calderone): un attacco frontale immobilizza il nemico mentre le forze sui fianchi eseguono un doppio avvolgimento, formando una sacca chiamata Kessel (calderone) attorno al nemico. Una volta accerchiato, l’esercito avversario, demoralizzato e senza possibilità di scampo, è costretto a scegliere tra l’annientamento o la resa. Fin qui la teoria.

Nella pratica, tenendo sempre presente che si sta combattendo una guerra d’attrito ad alta intensità, ha funzionato bene l’attacco frontale dei russi a Bakhmut ed il braccio settentrionale della tenaglia è decisamente più esteso di quello meridionale, sul quale, invece, gli ucraini hanno concentrato i loro maggiori sforzi poiché è in quella zona che passano le principali linee logistiche e quindi i rifornimenti che alimentano la resistenza del caposaldo.Il rischio di rimanere imbrigliati nel “calderone”, ha spinto i comandanti ucraini a sfruttare le uniche possibilità di manovra a disposizione, con il riversamento delle proprie riserve strategiche (prima ammassate nel settore di Zaporizhzhia in vista della grande offensiva programmata e mai attuata da Kiev su Melitopol) verso Bakhmut e gli attacchi d’alleggerimento sulle ali dello schieramento russo. Mentre a guerra manovrata in corso, gli ucraini avevano difeso il territorio per “linee interne”, con il passaggio alla guerra d’attrito hanno dovuto cambiare approccio ed in questo, l’adozione da parte russa dello Schwerpunktprinzip ha giocato un ruolo fondamentale.

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