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TematicheMedio Oriente e Nord AfricaBahrein: la più antica minoranza ebraica del Golfo

Bahrein: la più antica minoranza ebraica del Golfo

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La comunità ebraica più antica del Golfo si trova nello Stato del Bahrein. Le sue prime tracce risalgono all’epoca della conquista islamica di Hajar nel 630 d.C., proseguendo nei secoli fino alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e Bahrein nel 2020. Nonostante si tratti di una minoranza religiosa che conta meno di 50 individui, la comunità ebraica bahreinita ha svolto un ruolo politico-economico fondamentale nel paese, anche attraverso due figure rilevanti; Ebrahim Daoud Nonoo prima – leader della comunità nel territorio bahreinita e membro del Consiglio della Shura – e poi sua figlia, Houda Ezra Nonoo – prima Ambasciatrice di fede ebraica del Bahrein negli Stati Uniti.

Gli ebrei del Bahrein costituiscono una delle comunità ebraiche più piccole al mondo, sebbene le loro prime testimonianze risalgano ad epoche lontane. Al momento della conquista islamica nel 630 d.C, alcune fonti arabe registrarono la presenza di un ridotto gruppo ebraico negli attuali territori bahreiniti, i quali rifiutarono la conversione all’Islam sotto l’occupazione militare di Maometto. Nel XII secolo, il viaggiatore ebreo Benjamin di Tudela raccontò della presenza di folti gruppi ebraici nei territori di Qays e Al-Qatif, mentre nel XIX secolo l’attuale Bahrein si trasformò nel crocevia per mercanti e commercianti ebrei provenienti dall’odierno Iraq, dalla Persia e dall’India. In linea generale, ripercorrendo la cronologia delle fonti, si è giunti alla conclusione che la comunità ebraica vivesse in Bahrein fin dai tempi del Talmud.

A partire dal 5 dicembre 1947 nella città di Manama scoppiarono delle rivolte contro la comunità ebraica sulla scia delle tensioni tra arabi ed ebrei che si registravano in quegli anni in Palestina, sotto mandato britannico. Nel 1968, anche a seguito della Guerra dei Sei giorni dell’anno precedente, la comunità degli ebrei bahreinita si ridusse un centinaio di membri. La maggior parte di questi scelsero di abbandonare i confini bahreiniti e trasferirsi all’estero, specie in Israele negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ad oggi si contano circa 40 cittadini ebrei in Bahrein, su una popolazione di circa 700.000 abitanti. La scarsa presenza numerica ha contribuito ad alleviare qualunque forma di antisemitismo, fenomeno quasi del tutto assente nel territorio; la comunità è dotata di una sinagoga, anche se ormai dismessa, e di un piccolo cimitero. Legalmente, gli ebrei bahreiniti sono considerati al pari dei loro concittadini musulmani. Gli articoli 2 e 6 della Costituzione del 2002 affermano come religione di Stato l’Islam e ribadiscono la determinazione delle istituzioni nel preservare il patrimonio arabo e islamico. Tuttavia, nonostante tale ferma volontà, all’interno della Costituzione sono presenti importanti riferimenti ai principi di non discriminazione religiosa; a tal proposito, gli articoli 18 e 22 recitano rispettivamente: «Non vi sarà discriminazione (tra i cittadini) sulla base del sesso, dell’origine, della lingua, della religione o del credo», proseguendo «la libertà di coscienza sia assoluta. Lo Stato assicura l’inviolabilità del culto e la libertà di celebrare riti religiosi e organizzare manifestazioni e riunioni religiose secondo le usanze osservate nel Paese». Una successiva dimostrazione della volontà del regno del Bahrein di conservare l’integrità delle minoranze religiose, è presente all’interno del Codice Penale, ove è chiarita la pena detentiva ed una sanzione per ogni individuo che arreca danno o turbamento nel corso di funzioni religiose di un culto riconosciuto, ostacolandone la celebrazione attraverso l’uso della forza; la stessa pena è applicata a chiunque arrechi danno materiale o profani un luogo di culto di una religione riconosciuta. 

La comunità ebraica, seppur di ridotte dimensioni, costituisce il nucleo delle classi medie liberali, molto attive in politica. La prima figura di spicco fu senza dubbio quella di Ebrahim Daoud Nonoo, un uomo d’affari ebreo già membro del Consiglio della Shura, ovvero la Camera alta del Parlamento bahreinita. Tale carica è stata poi ricoperta, a partire dal 2005, da sua figlia, Houda Ezra Nonoo; donna dalle brillanti capacità, dal 2004 ha guidato inoltre la Bahrein Humans Rights Watch Society nella campagna contro la reintroduzione della pena di morte nel regno. Nel quinquennio dal 2008 al 2013, Houda Nonoo è stata nominata dal Ministro degli Affari Esteri, Khaled Ben Ahmad Al-Khalifa, Ambasciatrice del Bahrein negli Stati Uniti, includendo anche la rappresentanza diplomatica in Canada, Messico, Brasile e Argentina. Tale evento ha rappresentato un avanzamento politico importante per la comunità ebraica, in quanto Houda Nonoo non solo è stata la prima donna Ambasciatrice del Bahrein negli Stati Uniti, ma anche la prima cittadina ebrea di un paese arabo del Medio Oriente a rivestire tale importante carica. 

La sua nomina ha generato un’accesa discussione, alla luce del rifiuto del Bahrein di riconoscere Israele come Stato sovrano. Nonostante tali preoccupazioni, Nonoo ha promosso importanti riforme durante il suo mandato, come l’apertura dell’iftar a eventi di genere misto con riunioni interreligiose. Nonostante già nel corso del 2018 ci siano state importanti avvisaglie legate al riconoscimento dell’esistenza di Israele da parte del Ministro degli Esteri del Bahrein, tramite canali social ufficiali, la svolta epocale è avvenuta l’11 settembre 2020 con l’annuncio della normalizzazione delle relazioni diplomatiche fra i due paesi. Il Bahrein, quindi, è stato il quarto paese arabo ed il secondo del Golfo a riconoscere la sovranità israeliana. Nel mese di marzo 2021, il Bahrein ha nominato il suo primo Ambasciatore in Israele, Khalid Yusuf al-Jalahma. 

In seguito alla normalizzazione dei rapporti tra Manama e Tel Aviv, il Senior Advisor della Casa Bianca, Jared Kushner, nel corso degli incontri di settembre 2020 fra i rappresentanti dei due paesi, ha manifestato la ferma volontà di commissionare per il Re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, il rotolo della Torah. L’intenzione era quella di donare la pergamena alla più antica sinagoga del Golfo. Il 3 maggio 2021, in qualità di ex Ambasciatrice del Bahrein negli Stati Uniti, Houda Nonoo ed Ebrahim Dawood Nonoo, attuale Presidente della comunità ebraica locale, hanno ricevuto la pergamena della Torah, a Manama, nella Camera dei Dieci Comandamenti recentemente rinnovata, suggellando la normalizzazione dei rapporti con Israele con un gesto dalla forte sacralità. Un ultimo importante segnale dei crescenti legami tra il Bahrein e Israele, a seguito degli Accordi di Abramo, risale a qualche giorno fa, quando i due paesi hanno dichiarato di riconoscere i rispettivi certificati di vaccinazione contro il coronavirus, facilitando notevolmente gli spostamenti. Si tratta del primo accordo di questa tipologia al mondo.

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