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La crescente presenza dei partiti di estrema destra e le imminenti elezioni europee: quali conseguenze?

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È recente l’annuncio di Marion Maréchal, vicepresidente esecutivo di Reconquête, partito francese di estrema destra guidato assieme a Éric Zemmour, sull’unione del suo unico membro del Parlamento europeo, Nicolas Bay, con la fazione euroscettica, che include Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Diritto e Giustizia, il partito nazionalista polacco. Ma quale impatto ha l’ascesa dei partiti di estrema destra sull’equilibrio politico dell’Unione europea e come affrontare le sfide del futuro di un’Europa in bilico?

Un’ascesa senza precedenti

I partiti di estrema destra stanno guadagnando velocemente terreno in tutta Europa, trasformando il panorama politico del continente. La notizia dell’entrata di Nicolas Bay nel gruppo rappresenta solo una delle interferenze all’equilibrio dei poteri all’interno del Parlamento europeo. Secondo un recente studio dell’ECFR, infatti, si prevede che il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) guadagnerà ben 18 seggi alle prossime elezioni se Fidesz in Ungheria decidesse di unirvisi. Ciò porterebbe l’ECR a diventare il terzo gruppo più grande in Parlamento. Attualmente, i conservatori sono in testa nei sondaggi in Paesi come Austria, Italia, Francia e Polonia, e ci si aspettano risultati significativi anche in Germania, Spagna, Portogallo e Svezia. Questo fenomeno rappresenta una sfida senza precedenti per l’Unione europea, che si prepara ad affrontare elezioni europee e nazionali cruciali nel 2024.

Le ragioni dietro l’avanzata

Sono diversi i fattori alla radice dell’aumento dell’influenza dei partiti di estrema destra: tra questi, la crescente sfiducia nell’establishment politico tradizionale e le preoccupazioni legate all’immigrazione e alla sicurezza, che hanno portato ad un senso di identità nazionale e di sovranità minacciato. Sicuramente, la forza dei partiti di estrema destra – come dimostrato dai risultati ottenuti negli ultimi anni – risiede nell’abilità nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione tradizionali e dei nuovi media per diffondere il loro messaggio, spesso basato su retoriche nazionaliste ed un linguaggio semplice e incisivo, capace di raggiungere una parte significativa dell’elettorato. In effetti, il discorso populista, spesso caratterizzato dall’individuazione di “altri” da demonizzare e dall’appello alle emozioni più profonde dell’uomo più che alla ragione, è risultato essere estremamente efficace nel catturare l’attenzione e il sostegno della popolazione.

Le possibili conseguenze per l’UE

L’avanzata dei partiti di estrema destra solleva numerose domande riguardo alle possibili conseguenze per l’Unione europea. Con tali partiti in ascesa, c’è il rischio che l’agenda dell’UE venga distorta o rallentata, soprattutto su questioni cruciali come il cambiamento climatico, l’espansione dell’UE e il sostegno all’Ucraina. La natura sovranista e spesso antieuropea di tali partiti potrebbe minare la coesione e la solidarietà all’interno dell’UE, mettendo a rischio il progetto europeo nel suo complesso, oltre che potenzialmente mettere in discussione, in un modo del tutto nuovo, il “centrismo liberale” che costituisce da sempre il fondamento dell’Unione Europea.

Il futuro dell’Europa in bilico: la sfida

Con le elezioni all’orizzonte, l’Unione europea si trova di fronte a una svolta cruciale nel suo percorso. Il modo in cui affronterà l’ascesa dei partiti di estrema destra potrebbe plasmare il futuro dell’Europa per gli anni a venire. È ora più importante che mai per i leader europei e per i cittadini di tutta Europa impegnarsi attivamente nella difesa dei valori fondamentali dell’UE e nell’edificare un futuro comune basato sulla solidarietà, sull’inclusione e sul rispetto reciproco. Per affrontare questa sfida, sia a livello nazionale che europeo, è necessario un approccio strategico che combini la difesa dei valori democratici e dei diritti umani con politiche concrete per affrontare le preoccupazioni legittime dei cittadini, senza alimentare l’odio e la divisione. In un contesto politico sempre più polarizzato, è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo e cercare soluzioni inclusive che possano unire, più che dividere, l’Europa.

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