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Appunti Ucraini: l’uso degli elicotteri al fronte e la questione delle forniture

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Per il rischio che una escalation possa portare all’entrata in guerra del Libano e dell’Iran, con conseguenze su tutta l’architettura geopolitica del Medio Oriente e dell’economia mondiale, la guerra tra Israele ed Hamas ha attirato l’attenzione della stampa internazionale, mettendo in secondo piano il conflitto tra Russia e Ucraina, la prima guerra interstatale convenzionale in Europa dal 1945.

Eppure, i combattimenti lungo tutta la linea del fronte non si placano, né, tantomeno, Kyiv e Mosca sembrano disposte a cercare un compromesso. Nessuno dei belligeranti ha, infatti, raggiunto il suo “obiettivo minimo” in questa guerra che è il raggiungimento del “corridoio di Crimea” per gli ucraini e la messa in sicurezza del Donbass e l’ottenimento del litorale del Mar Nero per i russi. Da questo punto di vista, sempre più forti si fanno le richieste dell’Ucraina alle cancellerie occidentali per l’ottenimento di nuove forniture di armi, che possano consentire alle sua forze armate di spezzare la resistenza della Linea Surovikin.

Nei combattimenti scatenati lungo il sistema di trinceramenti e contrafforti ideato dai russi, un ruolo centrale lo stanno svolgendo gli elicotteri. Per difendere le trincee della prima e della seconda linea, i russi hanno utilizzato, sfruttando i campi minati e la superiorità numerica, una tattica statica, puntando sulla diluizione fino ad esaurimento della potenza di fuoco nemica. Una volta che i campi minati hanno smesso di essere una “sorpresa” per le truppe ucraine, in grado a quel punto di lanciare attacchi mirati ed in forze su specifici punti della linea difensiva russa, individuati anche attraverso l’elaborazione di dati digitali e raccolti sul campo, i russi sono stati obbligati a strutturare per linee elastiche la difesa del territorio.

Ad ogni ondata offensiva ucraina corrispondeva una ritirata russa, che si trasformava poi in un contrattacco sostenuto, in particolare, da elicotteri d’attacco Kamov Ka-52 Alligator, a tutti gli effetti la punta di diamante del dispositivo controffensivo dell’esercito russo sul campo, in cui le Forze Aerospaziali-VKS e, all’interno di esse, le Forze Aeree-V-VS, stanno svolgendo un ruolo fondamentale. La centralità dell’elicottero nelle azioni militari russe non è una novità, anche perché è la stessa dottrina militare moscovita ad assicurare una primazia operativa alla componente ad ala rotante.

Si è spesso evidenziato come nel conflitto ucraino la componente aerea, né da parte russa né da parte ucraina, abbia un ruolo preponderante ma che, anzi, venga utilizzata solo con una funzione di supporto alle operazioni terrestri. Né la dottrina russa né quella ucraina – entrambe di discendenza sovietica – considerano il potere aereo come in grado di determinare l’esito di una guerra. Gli aerei – eccezion fatta per quelli atti ai bombardamenti strategici – sono considerati esclusivamente armi di supporto alla fanteria, così come gli elicotteri. A livello di duttilità sul campo, è evidente che l’elicottero surclassi l’aereo e, quindi, che sia maggiormente utilizzato e che abbia un compito ben preciso.

Non a caso, il Ka-52 è stato progettato apposta per fungere da sistema in grado sia di combattere autonomamente contro forze di terra ed altri elicotteri, sia per ottemperare al ruolo di arma di supporto a squadre di fanteria e corazzati in avanzata.  Quando le prime analisi dettagliate sulla controffensiva ucraina hanno evidenziato che una delle cause delle difficoltà delle AFU ad avanzare fosse dovuta alla mancata costruzione della superiorità aerea nelle operazioni di supporto. In altre parole, la superiorità numerica e qualitativa degli elicotteri russi ha causato una serie di problemi che da tattici sono diventati strategici per la gestione dell’offensiva ucraina.

Occorre poi considerare che i russi hanno perso un numero importante di elicotteri Alligator dall’inizio della guerra – secondo le ultime statistiche disponibili, datate agosto 2023, si è arrivati a 44 – e questo dimostra la loro centralità nei combattimenti. Perdite che l’industria russa è in grado

di assorbire solo in parte ma che ha anche determinato lo sviluppo di alcune modifiche agli esemplari originari dell’elicottero più moderno a disposizione delle forze armate della Federazione. La poca resistenza alla risonanza del Ka-52 è uno dei difetti principali di questo elicottero che ancora debbono essere approfonditamente analizzati e risolti da parte dell’industria AD&S russa.

Per contrastare la superiorità degli elicotteri russi, l’Esercito ucraino ha dovuto impiegare i propri elicotteri, principalmente Mil Mi-8 di fabbricazione sovietica. Esattamente come le controparti russe, i piloti di elicottero ucraini volano a bassissima quota, anche a soli dieci metri dal suolo, per colpire i propri bersagli e, nelle missioni sulle lunghe distanze, per nascondersi dall’individuazione dei radar. Il Mil Mi-8 non dispone né di corazzatura né di strumentazione elettronica moderna e questi sono i suoi principali problemi. Tuttavia, hanno dimostrato ottime capacità in battaglia sia negli scontri all’aeroporto di Donetsk nel 2014, sia durante le operazioni di evacuazione delle forze ucraine da Mariupol nel 2022.

Alcune nazioni, come la Croazia e la Repubblica Ceca, hanno ceduto alcuni Mi-8 all’Ucraina, ma si tratta comunque di forniture “obsolete” rispetto alle esigenze belliche di Kyiv, che ha chiesto, al contrario, anche la fornitura di elicotteri americani come gli AH-1Z Viper, gli UH-1Y Venom egli UH-60 Black Hawk. Ma il procurement di elicotteri rientra in quella lunga lista di questioni aperte sulle forniture militari a Kyiv che hanno finora rallentato le operazioni.

Washington è, infatti, abbastanza reticente nella fornitura di elicotteri – che significherebbe esporre le proprie tecnologie aeronautiche alla mercè dei russi – all’Ucraina e, finora, a Kyiv sono stati forniti dagli alleati della Nato (eccezion fatta per gli WS-61 Sea King britannici, utilizzati, però, in funzione anti-sottomarino) solo Mi-8, equivalenti a quelli già in dotazione, e Mi-24 (Slovacchia e Repubblica Ceca), sia per una questione legata ai tempi di addestramento dei piloti, sia per una maggiore efficacia e tempestività nelle forniture industriali. Tant’è vero che gli elicotteri statunitensi forniti all’Ucraina sono stati undici Mi-17, acquistati dagli Usa in Russia nel 2013 per equipaggiare l’esercito della Repubblica islamica dell’Afghanistan. 

La questione legata all’utilizzo ed alla fornitura di elicotteri nella guerra d’Ucraina è legata al più generale dibattito sorto attorno alla quantità e qualità delle armi e dei sistemi d’arma che gli Stati occidentali inviano a Kyiv per la prosecuzione della guerra.

Si tratta, però, di un aspetto di cui si parla poco ma che, anche alla luce delle novità che la guerra terrestre “condotta dal cielo” sta portando con sé, sarà estremamente utile seguire per comprendere anche in quale direzione, dottrinaria ed industriale, si vorrà andare ad Ovest per l’utilizzo sul campo delle componenti ad ala rotante delle forze armate.

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