Amicizia Italia – Marocco: intervista all’On. Nicola Ciracì

Intervista all’Onorevole Nicola Ciracì, presidente dell’intergruppo parlamentare di amicizia Italia – Marocco.

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Il Marocco è per ragioni geopolitiche un paese di grande rilevanza per l’Italia. Ma qual è lo stato dell’arte delle relazioni economico-culturali tra i due paesi?

Nei rapporti vi sono vincoli antichi di amicizia e stretta collaborazione, ribaditi con la firma dell’accordo di conversione del debito verso l’Italia dell’aprile 2013 che ha certificato la totale solidarietà tra i due popoli. D’altronde Re Mohammed VI ha definito l’Italia “l’avvocato del Marocco in Europa”. Ancora oggi l’emigrazione marocchina nel nostro Paese è in crescita e tuttora rimane il terzo paese europeo per il flusso migratorio, a dire il vero quasi a senso unico. Basti pensare alle sole rimesse economiche degli emigrati che rappresentano la maggiore entrata per il bilancio del Marocco, prima anche del turismo, per comprendere quanto siano fondamentali i rapporti con il nostro paese. L’Italia e’ il sesto partner commerciale sia per importazione che per esportazione, con un saldo commerciale a favore del nostro parse. Va rammentato che dal 2008 l’Unione europea ha concesso al Marocco il cosiddetto “stato avanzato” facilitando di molto la collaborazione con i paesi europei. D’altronde, verso l’Italia, c’è sempre stata la visione di naturale partner libero da qualsiasi reminiscenze coloniali.

Che vantaggio potrebbe avere l’Italia in una maggiore cooperazione con il Marocco? Cosa invece si aspetta il Marocco dall’Italia?

Il vantaggio dell’Italia nel cementificare i rapporti con il Marocco sono soprattutto in termini di sicurezza. Nel dicembre 2010 il Nord Africa è stato travolto dalle “primavere arabe” che, oltre a spazzare i dittatori, hanno azzerato nazioni, confini ed eserciti aprendo le porte a Al Qaeda, ISIS, estremismi islamici e soprattutto creando le condizioni per quella emigrazione incontrollata che investe le nostre coste. In questo contesto di debolezza altrui, il Regno del Marocco ha continuato e rafforzato il proprio percorso riformatore con l’adozione della Costituzione del 2011 che ha rafforzato il concetto di Stato, rendendo il Paese affidabile verso l’estero. In questi anni c’è stato un grade impegno verso le nuove tecnologie che hanno ridotto ” le differenze”. Di fatto il Marocco, per prodotto interno lordo, prodotto interno digitale, tenuta dei confini, allargamento delle libertà e rafforzamento del concetto di Stato grazie a una monarchia laica e moderna è forse oggi l’unica “nazione” nordafricana nel senso occidentale del termine. Di fatto l’unica nazione affidabile anche in termini di sicurezza e lotta al terrorismo. Credo che il Marocco si aspetti da noi una maggiore presenza imprenditoriale e culturale che testimoni il gran lavoro svolto sulla sicurezza.

Quali sono le azioni che sta intraprendendo il gruppo interparlamentare di amicizia Italia – Marocco?

Siamo da poco tornati da un viaggio di rappresentanza in Marocco, durate il quale abbiamo gettato le basi del progetto di futura cooperazione tra i due Paesi. Siamo stati ricevuti dal Presidente marocchino della Camera dei Rappresentanti Habib El Maliki e dal Vice Presidente della Camera dei Consiglieri M. Abdelilah Hallouti. Abbiamo, inoltre, incontrato il Segretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Mounia Boucetta, il Presidente della Commissione degli Affari Esteri, della difesa nazionale, degli affari islamici e dei marocchini residenti all’estero, Youssef Gharbi e siamo stati ospiti dell’Ambasciatore italiano a Rabat Roberto Natali. Per finire abbiamo incontrato Serge Berdurgo, Segretario Generale della Comunità israelita del Marocco, e visitato la Camera del Commercio di Marrakech.

In questi giorni, in occasione di una loro visita istituzionale, abbiamo ospitato a Roma l’onorevole Yahfed Benmbarek, Presidente del Gruppo di amicizia Regno del Marocco-Italia e sei parlamentari di vari gruppi politici che componevano la delegazione, con lo scopo di rafforzare la collaborazione e il rapporto di amicizia fra i due gruppi, cogliendo l’occasione per conoscere meglio alcune città come Safì, Dakhla e Agadir.

Quali saranno i prossimi passi per rafforzare questa cooperazione?

Durante l’incontro con i Presidenti delle due Camere del Regno del Marocco, abbiamo ripreso un progetto risalente a due anni fa, che non aveva ancora trovato accoglimento da parte dell’Italia: la creazione di un Forum parlamentare bilaterale, che testimoni i rapporti eccellenti che intercorrono tra i due Paesi e che possa incrementare la cooperazione tra Italia e Marocco sul tema della sicurezza e immigrazione. A tal proposito, durante la conferenza stampa tenuta alla Camera il 6 luglio scorso, alla presenza dell’Ambasciatore del Regno del Marocco Hassan Abouyoub, abbiamo lanciato ufficialmente ai Presidenti Grasso e Boldrini, la proposta di realizzare il Forum in questione. A fine settembre, inoltre, saremo di nuovo in Marocco, accompagnati da un pool di imprenditori, poiché sono sicuro che in Marocco ci siano grandi opportunità economiche per le nostre imprese presenti ancora in un numero troppo ridotto, rispetto alle potenzialità e alla sicurezza che quel Paese offre.

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