Al via il semestre di presidenza tedesca al Consiglio dell’UE

Oggi, mercoledì primo luglio, inizia il semestre di Presidenza tedesca dell’Unione europea. Non è la prima volta che questo avviene per Angela Merkel visto che già nel 2007, da poco Cancelliera, ebbe l’onore di poter coordinare le attività comunitarie come la prassi, a rotazione, prevede. 

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Tuttavia, in questi anni il quadro geopolitico mondiale ed europeo è terribilmente cambiato e le sfide per la leader tedesca saranno nei prossimi mesi sicuramente diverse e più impegnative. 

Nella mente, e nei desideri, della Merkel questa presidenza avrebbe dovuto rappresentare il rafforzamento del progetto europeo che solo lei, e nessun altro negli ultimi decenni, ha fortemente voluto. L’Europa di oggi è invece tutto tranne che il concretizzarsi di un sogno divenuto realtà nonostante più di mezzo secolo di lavoro. 

La pandemia dovuta al Covid-19 ha mostrato, se mai ve ne fosse bisogno, tutti i limiti e le incertezze dell’Unione che ad oggi non è stata ancora in grado di fornire gli strumenti adeguati ai singoli paesi per affrontare l’emergenza e soprattutto la ripresa che appare, ogni giorno che passa, sempre più debole. 

Tutto questo lo sa bene la Cancelliera che in un recente discorso ha annunciato le linee guida della presidenza tedesca. In primo piano, partendo proprio dalle difficoltà ravvisate durante la lotta al Coronavirus, bisognerà affrontare l’annosa questione dei divari tra i paesi membri dell’Unione che sempre più viaggiano ad insanabili diverse velocità. 

La Merkel, da statista quale è, non si è però soffermata a ragionare solo su alcuni scontati temi ma ha anzi voluto anche affrontare questioni ben più spinose a partire dal rapporto, talvolta non facile, tra l’UE e la Germania. Sempre nel suo discorso al Bundestag ha sentenziato: “L’Europa ha bisogno di noi, proprio come noi abbiamo bisogno dell’Europa”: una formula che potrebbe sembrare scontata, ma che in realtà rivela la volontà di parlare a tutti coloro, e sono tanti, che credono che un ritorno solitario al passato possa migliorare il futuro. 

Durante la pandemia la Germania ha però mostrato un volto nuovo. Ha dimostrato come fosse giunto il momento di abbandonare la vecchia politica attendista e come fosse invece giunto il momento di prendere decisioni forti e incontrovertibili. Una strategia che ha permesso alla Germania di vincere la battaglia legata al Covid sia sotto l’aspetto economico che sanitario. 
Non può sfuggire quindi che questo semestre potrebbe rappresentare un’occasione di riscatto per la Germania e per l’Europa intera. 

La Cancelliera ha l’opportunità infatti di mostrare come sia giunto il momento di abbandonare le rigide ed austere politiche per una nuova fase capace di venire incontro a tutti quei paesi che per molteplici motivi, spesso colpevoli, non sono in grado di tenere il passo di Berlino. 

Questo non vuol dire, in alcun modo, che per gli altri membri dell’Unione sia giunto il momento di chiedere flessibilità e credito in cambio di promesse e nulla di più. Anche i paesi più deboli hanno il dovere di rivedere il proprio rapporto con Bruxelles che troppo spesso è stato l’alibi delle proprie incapacità. 

Il semestre che inizierà oggi potrebbe essere decisivo per il futuro dell’Unione e non solo. La possibile ripresa di una pandemia in autunno, la prossima crisi sociale ed economica o il difficile rapporto con la Cina sono alcuni dei molti temi che dovranno essere affrontati a breve. È meglio per tutti che al comando della cabina di regia ci sia chi ha capacità e competenza. Il nostro compito, non secondario, sarà quello di portare una critica costruttiva che per troppo tempo abbiamo dimenticato.

Giangiacomo Calovini,
Geopolitica.info