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#USA2024Afroamericani e Partito Democratico: uno svezzamento anti-tempo?

Afroamericani e Partito Democratico: uno svezzamento anti-tempo?

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Afroamericani non più così uniti a favore di Biden. È questo ciò che trapela dalle ultime notizie in arrivo dal territorio americano, che raccontano di un cambio di posizione all’interno dell’elettorato afroamericano nei confronti del Partito Democratico e di un Biden preoccupato per un dato che potrebbe giocare a suo svantaggio.

Sembra, infatti, che una parte della popolazione di colore non sia più disposta a sostenere l’attuale Presidente democratico nella prossima tornata elettorale. La preoccupazione tra i ranghi del Blue Party è più che comprensibile data l’importanza che riveste questa parte dell’elettorato: dai dati del Roper Center for Public Opinion Research, nel 2020 i democratici hanno vinto grazie al sostegno dell’87% degli afroamericani a fronte dell’esiguo 41% proveniente dalla popolazione bianca. E dunque, ci si chiede: in che termini un Presidente come Biden, che cominciò la sua carriera politica ispirato dal movimento per i diritti civili negli anni ’60 e con alle spalle una vicepresidenza per il primo Presidente nero del Paese, corre il rischio di perdere l’appoggio della fedele popolazione di colore?

Storia del legame tra Partito democratico e afroamericani

Innanzitutto, il sostegno degli elettori neri per il Partito democratico risale agli anni ‘30 del Novecento: se prima, infatti, i due storici partiti americani ricevevano pressoché lo stesso supporto sia da elettori neri che da elettori bianchi, con l’elezione nel 1932 di Franklin Delano Roosevelt la situazione cambiò. La popolazione di colore, infatti, accolse positivamente il New Deal rooseveltiano, mirato a risolvere i problemi economici causati da una crisi, quella del 1929, che aveva colpito in modo particolare proprio questa parte di popolazione più svantaggiata. FDR continuò a sottrarre voti al Partito repubblicano anche nelle elezioni successive, diventando sempre più popolare in particolare grazie al famoso Ordine Esecutivo n. 8802 che abolì la discriminazione razziale nelle assunzioni a livello federale.

I Democratici guadagnarono ancora più successo con Truman alla presidenza e con il suo Ordine Esecutivo del 1948 che eliminò la segregazione razziale anche nell’esercito. A convincere maggiormente gli afroamericani vi furono poi la fine della segregazione nei luoghi pubblici, il bando ad ogni forma di discriminazione razziale, ovvero il contenuto del Civil Rights Act del 1964, pietra miliare della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti, firmata da Johnson, un Presidente democratico. Questo, aggiunto inoltre al Voting Rights Act del 1965 del medesimo Presidente, sigillarono il supporto ai Democrats da parte della popolazione di colore.

Com’è possibile che la situazione sia dunque in via di cambiamento? Cosa ci dicono i sondaggi?

Dai sondaggi si ricava un messaggio chiaro: il sostegno ai Democratici da parte degli afroamericani è consistente, seppure in leggera diminuzione, e ci sono, poi, degli elementi nuovi che inquietano il partito. Sulla base dei dati del Pew Research Center la situazione è la seguente: sul totale degli elettori americani, il 49% voterebbe Trump mentre il 48% sostiene Biden. Tra questi, gli elettori di colore esprimono per il 77% una preferenza per Biden e per il 18% per Trump. Il Partito democratico è dunque ancora in netto vantaggio tra la popolazione afroamericana. Tuttavia, la stessa fonte mostra che l’attuale margine di 59 punti percentuali tra chi voterebbe blu piuttosto che rosso, è inferiore a quello di 4 anni fa o ancora del 2016, quando in entrambi i casi era intorno agli 85 punti percentuali. La fascia della popolazione meno convinta a votare a favore dei Democratici è quella degli under 50 e in particolar modo quella dei giovani laureati. Sempre secondo il Pew Research Center, i giovani provvisti di laurea sono sempre meno inclini a votare per il partito al quale i loro genitori, al contrario, sono così devoti: se nel 2012 il 93% di loro era di posizione favorevole ai Democrats, ad oggi questa percentuale è scesa al 68%.

Perché i giovani boicottano i Democrats

Si è parlato molto delle cause di questo spostamento d’opinione. Oltre al generale malcontento dei giovani per come l’amministrazione Biden sta gestendo il conflitto a Gaza, Adolphus Belk, scienziato presso la Winthrop University, spiega che il fenomeno viene da una perdita, da parte dei giovani, della memoria storica legata ai progressi nel campo dei diritti civili condotti dal Partito democratico. Memoria che, al contrario, per la generazione dei loro genitori è tuttora vivida.

Secondo l’ex portavoce della Casa Bianca Sean Spicer, intervistato sul canale televisivo NewsNation, i dati sono invece motivati dalla retorica di prosperità economica impiegata da Trump, la quale attrae i giovani afroamericani ritenuti maggiormente dotati di “uno spirito imprenditoriale più forte rispetto ad altri”.

La strategia riparativa di Biden

Sicuramente Biden e la vice Kamala Harris, non si sono arresi di fronte a questa situazione. Negli scorsi giorni hanno viaggiato per parlare alla comunità nera in alcuni dei luoghi storici più importanti per la battaglia a favore dei diritti civili del secolo scorso. Mentre Harris è da settimane che attraversa il Paese per parlare direttamente con gli elettori, il Presidente in carica si è recato il 17 maggio al National Museum of African American History and Culture per celebrare il 70º anniversario della sentenza Brown, una sentenza storica sui diritti civili che eliminò le scuole segregate per razza.

Biden ha poi incontrato alla Casa Bianca le Divine Nine, un gruppo di storiche confraternite e sorellanze nere, di cui anche anche la Harris è stata parte. Il 19 maggio, il presidente Biden, ha tenuto un importante discorso ad Atlanta presso il Morehouse College, un’università privata storicamente dedicata all’educazione degli afroamericani situata ad Atlanta, in Georgia e particolarmente ostile alla posizione tenuta dal Presidente su Gaza. Lì, Biden ha detto di “sentire le proteste” degli studenti per la situazione in Medio Oriente e ha ricordato di avere “più afroamericani in posizioni di alto livello, inclusi nella Corte, rispetto a qualsiasi altro Presidente nella storia americana”.

Tutte queste visite si aggiungono, inoltre, a una nuova strategia dell’attuale Presidente che cerca nuovi canali come quelli radiofonici per raggiungere quante più persone di colore possibile. Di questa strategia ne parla il New York Times, rivelando delle voci provenienti da consulenti vicini a Biden, che dicono che il Presidente sia interessato a fare apparizioni nei media per arrivare “direttamente di fronte agli afroamericani”. In questo senso si inseriscono le interviste che Biden ha concesso a programmi radiofonici popolari tra gli ascoltatori neri, tra cui il The Big Tigger Morning Show ad Atlanta.

Insomma, il candidato democratico non è disposto a rinunciare a una parte dell’elettorato così importante. Godendo dell’appoggio anche dell’ex-Presidente Obama, che con un tweet degli scorsi giorni ha appoggiato lui e il suo piano di pace per la Palestina, riuscirà quindi Biden a persuadere i giovani afroamericani a rimanere dalla sua parte?

Presidente Johnson firma il Voting Rights Act del 1965 – Library of Congress

Morehouse College – Wikimedia Commons

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