Abyei: un territorio conteso ed instabile

Il 14 Maggio 2020 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato la Risoluzione n. 2519 sulla situazione di Abyei, zona fondamentale dal punto di vista petrolifero e contesa a tal punto tra Sudan e Sud Sudan,  tanto da costituire una minaccia alla pace ed alla sicurezza internazionale.

Abyei: un territorio conteso ed instabile - Geopolitica.info

La città di Abyei, distrutta  nel maggio 2008 a causa degli scontri tra l’Esercito di Liberazione del Popolo di Sudan e le Forze Armate del Sudan,  si trova nel distretto di Abyei, territorio appartenente sia al  Kordofan meridionale (Sudan)  che al Bahr al-Ghazal settentrionale (Sud Sudan). Tale area è da anni sottoposta ad attacchi, soprattutto ad opera di gruppi armati, e ciò ha portato molte persone provenienti da Kolom, Noong, Dukra e Amiet a  riversarsi nella città di Abyei, acuendo così le già gravi pressioni a cui questa è quotidianamente sottoposta.

Nel luglio del 2009, un arbitrato internazionale ha riconosciuto la città di Abyei come parte del Sud Sudan.  Da allora, le tensioni tra  Sudan e Sud Sudan non sono affatto venute meno, tanto che nel 2011 il Sud Sudan ha proclamato la propria indipendenza dal vicino Sudan.

Con  la risoluzione n. 1990  (sempre nel corso del 2011), il Consiglio di Sicurezza ha stabilito, a seguito dell’Accordo di Addis Abeba, tra  il governo del Sudan e il Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLM), l’istituzione della Forza di Sicurezza Provvisoria delle Nazioni Unite per Abyei (UNISFA), con il fine di smilitarizzare Abyei, consentire il monitoraggio dell’area e come risposta alla crescente instabilità, contraddistinta da episodi di violenza e sfollamento  della popolazione circostante.

Ed oggi? Quale situazione si presenta nell’area di Abyei?

La risoluzione n. 2519 del Maggio 2020, rappresenta soltanto l’ultima di una serie di risoluzioni e dichiarazioni presidenziali che cercano di fissare misure volte ad affrontare l’instabilità generale dell’area.

 Nel prosieguo della risoluzione, il Consiglio di Sicurezza ha riaffermato il suo impegno per la sovranità, l’indipendenza e la stabilità territoriale dei due Stati, lodando al contempo gli sforzi di mediazione  profusi da parte del Meccanismo congiunto politico e di sicurezza tra il Sudan e il Sud Sudan (JPSM), dell’Unione Africanae delsuo Gruppo di Attuazione ad Alto Livello ed infine dell’ Inviato Speciale delle Nazioni Unite per il Corno d’Africa,affinché si raggiungesse una soluzione politica per Abyei.

Al tempo stesso, il Consiglio di Sicurezza ha espresso forte preoccupazione per le minacce alla sicurezza ed i continui attacchi ai peacekeepers dell’UNISFA, che invece devono poter svolgere il loro mandato in salute e sicurezza.

Infatti, a causa delle molte sfide che tale conflitto pone, si è deciso di estendere il mandato dell’UNISFA-istituito a seguito dell’accordo di Addis Abeba, per smilitarizzare Abyei e permettere alle truppe etiopi di monitorare la situazione- fino al 15 Novembre 2020 , continuando a prevedere il sostegno dell’UNISFA al Meccanismo Congiunto di Verifica e Monitoraggio delle Frontiere –JBVMM-(paragrafo 1 della risoluzione n. 2024 del 2011 e n. 2075 del 2012), in base al quale è stata poi creata la Zona di Frontiera Demilitarizzata Sicura – SDBZ- (Accordo del settembre 2012  sulle Disposizioni di Sicurezza tra la Repubblica del Sudan e la Repubblica del Sud Sudan).

La risoluzione n. 2519, rifacendosi poi alla  n.2497 del 2019, stabilisce altresì di continuare ad attuare la modifica del mandato dell’UNISFA e, richiamando il paragrafo 2 della risoluzione 1990, stabilisce di:“

  • Monitorare il dispiegamento delle forze armate sudanesi, dell’Esercito di liberazione del popolo sudanese dall’area di Abyei, per smilitarizzare la zona da qualsiasi forza diversa dall’UNISFA e dalle forze di polizia;
  • Fornire, insieme ad altri attori internazionali, l’assistenza tecnica allo sminamento delle mine anti uomo;
  • Facilitare la fornitura di aiuti umanitari e la libera circolazione del personale umanitario in coordinamento con gli organi competenti;
  • Rafforzare la capacità del servizio di polizia di Abyei fornendo sostegno e formazione su questioni di ordine pubblico, e se del caso, aiutare a garantire la sicurezza delle infrastrutture petrolifere;”

 e il paragrafo 3 della stessa risoluzione:“

  • Proteggereil personale (delle Nazioni Unite, umanitario e del Comitato misto con osservatori militari), le strutture e le attrezzature dell’UNISFA e delle Nazioni Unite e proteggere i civili da violenze fisiche e l’area nella sua interezza;
  • Continuare l’attuazione di tali misure previste dal mandato in conformità alla risoluzione n. 2497 del 2019, la quale, al paragrafo 3 stabilisce che i due Paesi debbano continuare i loro sforzi nella delimitazione dei rispettivi confini, per mezzo di alcune misure, tra le quali rientrano:
    • Consentire la libertà di movimento alle pattuglie aeree e terrestri dell’UNISFA e del JBVMM;
    • Far sì che le parti contendenti si ritirino senza esitazione alcuna dalla zona di frontiera, come pattuito durante il Meccanismo Congiunto di Sicurezza Politica del 18 marzo 2019, e a fornire notifica di tale ritiro all’UNISFA;
    • Aprire immediatamente i restanti corridoi di attraversamento delle frontiere e verificare, il loro funzionamento e la libera circolazione attraverso il confine.”

Inoltre, il Consiglio di Sicurezza stabilisce, con la risoluzione n. 2519 che l’ammontare delle truppe e delle forze di polizia rimarrà quello previsto ai paragrafi 4 e 5 della risoluzione n. 2497: ossia  nel numero rispettivamente di  3.550  truppe e di 640 agenti di polizia,  da ridurre man mano che il Servizio di Polizia di Abyei sarà istituito e funzionante, così da permettere un effettivo ed efficiente applicazione della legge in tutta l’area di Abyei.

Condizione necessaria a tale, progressiva stabilizzazione è che vi sia una reale collaborazione tra i governi del Sudan e del Sud Sudan  e tra questi e l’UNISFA, affinché il distretto e la citta di Abyei diventino stabili.

Infine, si prevede, come in ogni risoluzione, che il Segretario Generale continui ad informare periodicamente, con report scritti e dettagliati il Consiglio di Sicurezza in merito ai progressi compiuti nell’area, e nello specifico, nell’attuazione del mandato dell’UNISFA, come stabilito al paragrafo 32 della risoluzione 2497:“

  • Quali l’aumento delle forze di polizia, la nomina di un vicecapo civile della missione, la riduzione delle truppe, l’utilizzo dell’aeroporto di Athony e il rilascio di visti per l’attuazione del mandato;”

E al paragrafo 33 della stessa risoluzione, in merito a:“

  • L’opera di mediazione dell’Unione Africana e dell’AUHIP sulla controversia di Abyei e sulle questioni relative ai confini tra Sudan e Sud Sudan;
  • L’attività dell’Inviato Speciale per il Corno d’Africa per sostenere le parti a stabilire accordi amministrativi e di sicurezza temporanei per Abyei;
  • I risultati del monitoraggio dei diritti umani , le misure adottate in linea con i paragrafi 27 e 28, ossia azioni intraprese  per migliorare le prestazioni della missione e affrontare le sfide più difficili, tra cui quegli aspetti  che influiscono negativamente sull’efficacia dell’attuazione del mandato.”

Ad ora la situazione risulta ancora instabile, ma si auspica che con l’approvazione di quest’ultima risoluzione di maggio, si possa arrivare a qualche miglioramento, che renda l’area più sicura, soprattutto per la tutela e la stabilità dei suoi abitanti, che con l’acuirsi delle tensioni tra i due governi, hanno visto un afflusso di sfollati dalle aree circostanti, andando  così a peggiorare la già non facile tenuta della città e del distretto di Abyei, con le sue infrastrutture  scarse e comunque precarie.