Le audizioni di Kaja Kallas, futura Alta Rappresentante/Vicepresidente, e Andrius Kubilius, designato Commissario per la Difesa e lo Spazio, delineano una politica estera europea incentrata sul sostegno all’Ucraina, su nuovi partenariati globali e sul difendere gli interessi economici dell’UE sul piano geopolitico. Sul fronte della difesa, i due propongono un Libro Bianco per rafforzare le capacità comuni e sostenere l’industria bellica europea attraverso appalti congiunti, mirando a un mercato unico della difesa.
Nelle scorse settimane si sono tenute le audizioni per il nuovo Commissario Designato per la Difesa e lo Spazio Andreas Kubilius e per la nuova Vicepresidente/Alta Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas. Analizzando le loro audizioni e risposte scritte, proviamo a delineare le prospettive che la prossima Commissione Europea riserva alla difesa e alla politica estera dell’Unione Europea per i prossimi cinque anni. Sia Kallas che Kubilius vengono da Paesi Baltici, rispettivamente dall’Estonia e dalla Lituania. Questo potrebbe renderli particolarmente sensibili alla minaccia russa, data la loro esperienza condivisa sotto l’Unione Sovietica.
La Posizione dell’Europa tra Ucraina, Medio Oriente e Paesi Emergenti
Per quanto riguarda la politica estera europea, Kaja Kallas ha sostenuto nella sua audizione che intende mantenere il pieno sostegno all’Ucraina “per tutto il tempo necessario a vincere”, anche tramite l’utilizzo dei beni russi congelati. Ha dichiarato che la guerra può finire solo tramite una ritirata della Russia. L’Alta Rappresentante designata ha espresso la volontà di interagire con la nuova amministrazione Trump, e “dividere i compiti” tra l’UE e gli Stati Uniti. Ha espresso come, spendendo lo 0,25% del PIL in ogni Stato Membro nella difesa dell’Ucraina (seguendo una proposta del governo estone del dicembre 2023), si potrebbe superare la Russia in termini di sforzo bellico.
Un altro aspetto fondamentale emerso durante l’audizione di Kallas è la proposta di una Nuova Politica Economica Estera, intesa a rafforzare il legame tra le politiche interne ed esterne dell’UE. Secondo Kallas, questa politica proteggerà gli interessi economici europei, contrastando la strumentalizzazione derivante dalle dipendenze economiche. L’obiettivo è trovare un equilibrio ottimale tra apertura economica e protezionismo, in particolare per settori strategici come l’energia e le materie prime critiche. La nuova politica si fonda su tre pilastri: sicurezza economica, commercio, e investimento nei partenariati, e si allinea inoltre con le indicazioni del Rapporto Draghi.
Durante l’audizione, Kallas ha commentato diversi scenari geopolitici. In merito alla questione mediorientale, ha affermato di essere favorevole la soluzione a due Stati, condannando le violenze da ambo i lati ma ponendo particolare enfasi sull’impegno che l’UE offrirà all’Autorità Palestinese nella fase post-bellica per la ricostruzione di Gaza. Ha poi espresso forti aspettative di cooperazione con i Paesi dell’Africa e l’Unione Africana, con l’obiettivo di perseguire partenariati alla pari, affrontando in modo congiunto sia la migrazione illegale che le sue cause profonde. In seguito, Kallas ha presentato le sue proposte per un Nuovo Patto per il Mediterraneo e una Nuova Agenda Strategica UE-India. Per quanto concerne la Repubblica di Cina (Taiwan), ha sottolineato la necessità di evitare cambiamenti unilaterali dello status quo, promuovendo la cooperazione con i partner europei dell’area indopacifica per allentare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale. Infine, ha affermato l’intenzione di affrontare le minacce ibride, come le campagne di disinformazione. Kallas ha infatti messo in evidenza come le autocrazie sfruttino l’apertura delle società occidentali contro di loro, e ha sottolineato che, per contrastarle, l’UE dovrà servirsi non solo di una nuova serie di sanzioni, ma anche di strumenti come l’intelligenza artificiale.
La NATO ed il Futuro della Difesa Europea
Kallas si è anche impegnata per proporre, nei primi cento giorni del proprio mandato, un Libro bianco sul futuro della Difesa europea, redatto in collaborazione con il Commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius. Il documento identificherà le attuali carenze, gli investimenti necessari e le opzioni di finanziamento nel settore della difesa, nel contesto della creazione di un’Unione Europea della Difesa nel lungo termine. Inoltre, il Libro esplorerà il legame tra la politica industriale della difesa e le priorità nazionali, in particolare in relazione agli appalti e allo sviluppo delle capacità. Tale iniziativa si inserisce anche nel complesso rapporto tra l’UE e la NATO. Per Kallas, la NATO e l’UE sono due organizzazioni con finalità diverse: mentre la NATO è chiamata ad elaborare piani militari, l’UE dovrebbe concentrarsi sulla fornitura di munizioni e capacità. Di conseguenza, l’UE, secondo Kallas, non ha bisogno di sviluppare poteri militari autonomi o di creare una forza di difesa unica europea, per evitare la creazione di una struttura di comando parallela alla NATO. Anche Kubilius ha rassicurato che non vi sarà un’integrazione effettiva degli eserciti europei, precisando che gli Stati Membri manterranno il controllo sulle proprie forze armate, ma sottolineando la necessità di una maggiore cooperazione tra i servizi di intelligence.
È invece necessario, secondo Kallas, creare sinergie chiare tra NATO e UE. In questo contesto, un rafforzamento delle capacità dell’UE nelle questioni di difesa risulterebbe vantaggioso per l’Alleanza Atlantica. D’altra parte, Kubilius sostiene che il Libro bianco indentificherà i settori in cui è più urgente investire, gettando le basi per una riforma del settore della difesa che favorirà la perfetta integrazione tra le responsabilità dell’UE e le attività stabilite dai Trattati alla sua base. Inoltre, favorirà l’adozione di un’analisi comune e contribuirà ad allineare le percezioni dei Paesi Membri, aiutandoli ad individuare soluzioni per spendere di più, meglio, insieme e in modo europeo. Questo approccio massimizzerà l’uso di strumenti già esistenti, prima di considerale eventuali risorse aggiuntive. Un passo importante sarà il lancio di un programma industriale europeo per la difesa in grado di affrontare le sfide della competitività della Base Tecnologica e Industriale di Difesa dell’UE. Nel lungo termine, l’obiettivo è di creare un mercato unico del settore della difesa, e ridurre la frammentazione delle capacità dell’UE, migliorando così la competitività. Il Commissario designato ha inoltre proposto di attuare appalti comuni tra i Paesi Membri (almeno il 35%) per il rifornimento delle scorte di armamenti, aggregando la domanda in modo tale da evitare duplicazioni, abbassare i prezzi e stimolare le industrie a stipulare contratti più a lungo termine. È quindi necessario promuovere lo scambio di informazioni tra Paesi Membri, UE e NATO per definire il fabbisogno quantitativo di difesa. Inoltre, il Commissario ha ribadito la necessità di trasformare la mobilità militare in una risorsa completa, investendo in infrastrutture logistiche duali.
La Riforma del Settore della Difesa
Kubilius ha annunciato nella sua audizione che nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale sono previste risorse più consistenti per la difesa e per lo spazio. Nel frattempo, si impegnerà a coinvolgere istituti finanziari e la Banca Europea per gli Investimenti, con l’obiettivo di raccogliere fino a € 500 miliardi nei mesi successivi al suo insediamento. Ha anche fatto riferimento alla discussione in corso tra i Capi di Stato dei Paesi Membri, in cui alcuni hanno suggerito l’acquisto di bond congiunti per finanziare la difesa. Per Kubilius, sarebbe fondamentale aumentare i fondi destinati al Fondo Europeo di Difesa (attualmente pari a 8.5 miliardi di euro) e riuscire ad aprire nuove risorse. Sia Kubilius che Kallas hanno sottolineato come le restrizioni sulla produzione e vendita di armi letali penalizzino le piccole e medie imprese del settore bellico. L’eliminazione di queste restrizioni, quindi, rappresenterebbe un incentivo all’industria ed all’autonomia strategica dell’Europa. Per questo, Kubilius intende avviare un dialogo con la presidente della Banca Europea degli Investimenti e altre banche private, al fine di migliorare le condizioni di investimento nell’industria della difesa, in linea con il Rapporto Niinistö.
Kubilius ha rimarcato l’importanza di dotare l’UE di una Legge Spaziale al fine di creare un mercato unico del settore spaziale e promuovere la sua indipendenza. Inoltre, il Commissario si è impegnato a proseguire il lavoro sull’economia dei dati spaziali, con l’obiettivo di sviluppare un’industria spaziale forte, innovativa, competitiva, diversificata e in grado di garantire l’autonomia dell’Unione. Kubilius intende anche massimizzare l’uso strategico delle tecnologie spaziali per la difesa europea, compresi i servizi di Galileo e IRIS2.
Kubilius ha infine rimarcato che i servizi di intelligence tedeschi prevedono un possibile attacco russo verso la NATO a partire dal 2028. Per questa ragione, ha proposto lo sviluppo di progetti di difesa fisica ai confini orientali dei Paesi Membri, in particolare con la Russia, e di un sistema di difesa antiaerea europeo.
In conclusione, la sfida per Kallas e Kubilius sembra consistere nello sbloccare i fondi destinati alla difesa e nel superare le misure protezionistiche adottate dagli Stati Membri nei rispettivi settori dell’industria della difesa.

