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26/03/2020
Cina e Indo-Pacifico, Dazibao, Notizie, Stati Uniti e Nord America

Myanmar, un difficile equilibrio tra Pechino e Washington

di Elisa Ugolini

Negli ultimi anni lo Stato del Myanmar รจ stato oggetto di interesse delle principali potenze mondiali, diventando di fatto terreno di confronto fra Cina e Stati Uniti. Quali sono i fattori che hanno determinato tale situazione?

Tre sono gli elementi di maggior rilievo che hanno permesso un miglioramento delle relazioni politiche e diplomatiche tra Myanmar e Stati Uniti: il โ€œPivot to Asiaโ€, avviato nel periodo dellโ€™amministrazione Obama, il ruolo di Aung San Suu Kyi, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 1991, e come ultimo punto bisogna ricordare il timore americano per la politica revisionista cinese che rappresenta una costante minaccia alla superioritร  internazionale americana. Il โ€œPivot to Asiaโ€, che abbiamo ricordato essere stato attuato dallโ€™amministrazione Obama, rappresenta un elemento caratterizzante della politica estera americana. รˆ importante far notare come tale strategia non sia esclusivamente inerente alla sfera politico-diplomatica, ma come implichi ingenti investimenti nellโ€™ambito economico e militare nellโ€™area dellโ€™Asia-Pacifico. Il โ€œPivot to Asiaโ€ rientra difatti nel piรน complesso piano di contenimento e bilanciamento della potenza cinese nei territori asiatici, con il fine dunque di tutelare il peso internazionale americano. 

Non รจ da sottovalutare inoltre lโ€™importanza rivestita da Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato del Myanmar; la figura politica di Suu Kyi รจ strettamente legata al processo di democratizzazione che ha investito il paese negli ultimi anni a partire dalla data cruciale del 2015, anno in cui il NDL (National Leauge of Democracy), partito della vincitrice del premio Nobel , acquista la maggioranza dei seggi in Parlamento. La carriera politica di Aung San Suu Kyi, contraddistinta dalle lotte politiche intraprese contro il regime militare allora al potere, รจ stata sostenuta e apprezzata nel tempo da Washington e Bruxelles. Questi ultimi hanno fortemente appoggiato le battaglie della donna, considerata una paladina della democrazia, in quanto vista come figura potenzialmente in grado di attuare una politica di rottura e di chiusura contro la Repubblica Popolare Cinese. 

Dโ€™altra parte, non si puรฒ trascurare il travagliato rapporto che Myanmar intraprende con la potenza cinese. Lโ€™elemento che piรน influenza i rapporti tra i due stati รจ geografico; Lโ€™ex Birmania rappresenta oggetto di profondo interesse per la Repubblica Popolare Cinese in quanto possiede un accesso diretto allโ€™Oceano Indiano e, dunque, una possibilitร  di aggirare lo Stretto di Malacca, riuscendo cosรฌ a risolvere quello che Hu Jintao ha delineato come โ€œMalacca Dilemmaโ€, e di una riduzione di tempi e costi delle attivitร  commerciali. Altro fattore di cooperazione รจ la sfera commerciale che unisce i due paesi, in quanto il Myanmar esporta in Cina ingenti materie prime, tra le quali gas, petrolio e pietre preziose. Il Myanmar inoltre confina con la potenza cinese per oltre duemila chilometri; tale frontiera รจ stata fonte di attriti tra i due paesi, proprio per la questione della presenza lungo di essa di minoranze etniche e per le politiche adottate dal Myanmar in materia. I rapporti tra i due Stati subirono un raffreddamento sotto la presidenza di Thein Sei, il quale cercรฒ un avvicinamento e un miglioramento dei rapporti diplomatici con Washington e decise lโ€™interruzione dei lavori di costruzione della diga Myitsone, progetto gestito dalla China Power Investment Corporation. Questo particolare periodo di tensioni subรฌ un cambiamento nel 2015, data in cui Aung San Suu Kyi visitรฒ Pechino dove venne accolta dal presidente e segretario del partito comunista cinese, Xi Jinping. Lโ€™incontro, che avvenne in vista delle elezioni previste per quello stesso anno, nacque dalla necessitร  della certezza e della tutela degli interessi  economici esistenti tra i due paesi.

Il 2020 si apre con due eventi cruciali per le relazioni interazioni del Myanmar: la visita ufficiale di Xi Jinping nel Myanmar che viene inaugurata il 17 gennaio e il verdetto della Corte Internazionale di Giustizia dellโ€™Aja riguardante la minoranza mussulmana dei Rohingya. 

Il 17 gennaio 2020 il presidente cinese arriva nello stato del Myanmar, lโ€™anno in cui si celebrano peraltro i 70 anni di relazioni diplomatiche tra i due Stati; Il fine principale di tale incontro , che finisce quasi per assumere un significato simbolico, risiede nel rafforzamento della sfera politico-economica e nellโ€™affermare la presenza cinese in tale territorio. Verranno firmati difatti piรน di trenta accordi che rappresentano una conferma delle relazioni politico-economiche tra lโ€™ex-Birmania e la Repubblica Popolare Cinese.

Altro evento di fondamentale rilevanza รจ il verdetto espresso il 23 gennaio di questโ€™anno della Corte Internazionale di Giustizia dellโ€™Aja sulla questione della minoranza mussulmana dei Rohingya, la quale ha stabilito che lo Stato del Myanmar, portato in giudizio dal Gambia, dovrร  prendere tutte le misure in suo potere per garantire a tale comunitร  il rispetto degli obblighi stabiliti dalla Convenzione sul genocidio del 1948. Ciรฒ che ha indotto il Gambia a portare il caso di fronte alla Corte รจ stata la violazione massiccia e ripetuta dei diritti umani fondamentali, denunciata dallโ€™emigrazione di massa verso il Bangladesh della minoranza mussulmana. Gli atti illeciti commessi dal Tatmadaw (le forze armate birmane)nei confronti dei Rohingya hanno destato la riprovazione e la condanna della comunitร  internazionale e soprattutto hanno comportato un raffreddamento nei rapporti con Washington e Bruxelles.  Il 29 aprile 2019 il Consiglio dellโ€™Unione Europea, a causa della continua violazione dei diritti umani, ha prorogato di un anno le misure sanzionatorie in vigore nei confronti del Myanmar; Tali misure restrittive riguardano lโ€™embargo sulle armi e sulle attrezzature utilizzabili nella repressione interna del paese stesso. Il regime sanzionatorio โ€œvieta altresรฌ di fornire addestramento militare alle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e la cooperazione militare con le stesseโ€*.  Stando a quanto riporta Bloomberg News, il ministro del commercio del Myanmar, Than Mynt, ha risposto alle sanzioni avvertendo che le misure approvate dallโ€™Occidente stanno provocando un avvicinamento dei legami con gli alleati asiatici, e piรน specificatamente dunque con la Repubblica Popolare Cinese. Anche la  โ€œpaladina della democraziaโ€ Aung San Suu Kyi รจ stata fonte di pesanti critiche per il ruolo rivestito e le posizioni prese di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia dellโ€™Aja rispetto alla questione dei Rohingya. Suu Kyi รจ stata fortemente decisa nel prendere le difese del Tatmadaw, dichiarando lโ€™inconsistenza delle accuse e lโ€™incompletezza del quadro che risulta essere inoltre fuorviante. Abbiamo giร  ricordato come gli Stati Uniti appoggiarono nel tempo le sue battaglie politiche nella speranza, che possiamo considerare ormai erronea, di una possibile uscita del Myanmar dallโ€™orbita di influenza asiatica e soprattutto cinese. 

Possiamo dunque comprendere come un paese โ€œlillipuzianoโ€ come il Myanmar, per esprimerla nei termini di Robert Keohane (โ€œLilliputians dilemmas: Small States in International politicsโ€,1969), sia fondamentale per analizzare il piรน ampio confronto a livello internazionale tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese.

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