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1923, la nascita della Repubblica di Turchia, il nuovo saggio di Roberto Sciarrone  

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Da Mustafa Kemal Atatürk a Recep Tayyip Erdoğan, quale futuro per la Turchia?
A 100 anni dalla nascita della Repubblica di Turchia (29 ottobre) la nuova monografia di Roberto Sciarrone impreziosita dalla prefazione di Antonello Folco Biagini e dalla postfazione di Fabio L. Grassi. Il volume, edito da Nuova Cultura, ripercorre il non facile passaggio dall’Impero alla Repubblica di Mustafa Kemal Atatürk tracciando, nell’ultimo capitolo, scenari presenti e prossimi futuri di politica estera della Turchia di Recep Tayyip Erdoğan

Le elezioni di maggio 2023 hanno confermato, per il terzo mandato consecutivo, Recep Tayyip Erdoğan presidente della Turchia. Un “mondo” (quello turco) che vuole “centrare” sull’Asia la sua prossima sfera d’influenza. 

La Turchia muta vocazione imperiale: non più panislamica ma panturanica “centro del mondo turcofono”, dalla Tracia allo Xinjiang, dall’Azerbaigian alla Siberia fino alle coste del Mar del Giappone. 

Tra la fine dell’Impero ottomano e la nascita della Repubblica di Turchia di Mustafa Kemal, laica e nazionalista, ispirata alle liberal democrazie europee, il mito del Turan non ha perso il suo fascino. 

Il “vaso di Pandora” apertosi improvvisamente con il crollo dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra fredda nel ridefinire nuove “faglie globali” ha coinvolto anche la Turchia. 

La Russia ha perso influenza nelle aree un tempo sede del “mitologico Turan”, le nuove repubbliche centroasiatiche. Scenario inedito per Ankara che, dopo gli anni di “sospensione dalla storia”, torna a farne parte. 

Nel 1923 la Turchia diventava Stato nazionale relegando alla sola penisola anatolica il ruolo di custode del tramontato Impero. 

Mustafa Kemal ne incarnava lo spirito del tempo, nominato Atatürk (padre dei turchi). 

La Repubblica recideva i legami con il passato. La scelta di Atatürk di abbandonare l’islam caratterizza una nuova pagina di storia per il “mondo turco”, funzionale alla definizione di un nuovo significato dell’essere turchi. 

Il 29 ottobre 2023 rappresenta la data simbolo del mantra di Erdoğan: “Una nazione, una bandiera, una patria, uno Stato. Questo non è uno slogan, questi sono i capisaldi della nostra esistenza”. 

E quindi, la Turchia tornerà in Occidente?  

Difficile rispondere a questa domanda oggi. 

Il conflitto in Ucraina ha dotato la Turchia di molte leve verso Mosca e Kiev. 

Improbabile che Ankara riesca a completare – se mai ci riuscirà – l’ambizioso progetto nel corso del “regno” di Erdoğan ma le dinamiche oggi innescate potrebbero essere sufficienti a definire – in futuro – il presidente turco come l’unificatore di tutte le “Turchie” e di tutti i turchi. 

Nel volume si affrontano i principali snodi storico-politici e militari legati al ruolo ricoperto dall’Impero ottomano nel corso della Prima guerra mondiale. Lo studio si articola attraverso le carte dei Documenti Diplomatici Italiani e degli archivi degli uffici storici di Stato Maggiore e Marina Militare, oltre alla densa storiografia e letteratura sull’argomento.

Il ruolo ricoperto dall’Impero ottomano nel corso della prima guerra mondiale e le operazioni belliche affrontate su più fronti sono meno note rispetto alla ricca storiografia di questo conflitto tuttavia alcuni eventi, come le battaglie a Gallipoli, sul Caucaso e in Medio Oriente influenzeranno parte degli avvenimenti politici del dopoguerra, arrivando fino ai giorni nostri.

Questi i temi principali sviluppati in questo studio che copre l’intero periodo bellico attraverso i copiosi documenti militari e diplomatici, oltre alla importante storiografia internazionale sull’argomento.

Lo studio osserva – attraverso le carte degli archivi degli Uffici Storici dello Stato Maggiore italiano, della Marina Militare, dei Documenti diplomatici italiani, oltre alla corposa storiografia straniera, il dibattito in Italia e in Turchia sulle scelte politiche di un conflitto che fino al 1917 sarà ristretto all’ambito europeo.

Dettagliata e ricca di spunti inediti questa fitta corrispondenza lambisce – sotto diverse angolazioni – temi sia militari sia di politica estera, offrendo ampi approfondimenti che contribuiscono a decifrare la complessità della società ottomana.

L’Impero ottomano attraverso “carte” e fonti d’archivio, e poi le gesta del “brillante” generale – giovane turco – Mustafa Kemal, eroe nazionale e successivamente leader del Partito Popolare Repubblicano (Cumhuriyet Halk Partisi, CHP) fondatore e primo presidente della Repubblica di Turchia (1923-1938) di cui quest’anno (2023) ricorre il centesimo anniversario. 

Noto soprattutto per l’eroica vittoria a Gallipoli Kemal è uno dei protagonisti di questo saggio come Enver pascià – tra i leader del Comitato per l’Unione e il Progresso e del triumvirato dittatoriale che guidò l’Impero fra il 1913 e la fine della Grande Guerra – ministro della Guerra e capo di Stato Maggiore, il ministro dell’Interno Talat pascià membro anche lui del triumvirato dei “Three Pasciàs” assieme al ministro della Marina Ahmed Djemal pascià.

Lo studio che segue si articola attraverso le fasi salienti che portarono l’Impero ottomano alla sua fine e il racconto del principio della nuova Repubblica di Turchia, a cento anni dalla sua nascita, con lo sguardo rivolto al futuro. 

Roberto Sciarrone, Ph.D in History of Europe, Sapienza Università di Roma. È nato a Messina il 17/02/1981. Già ricercatore in Storia dell’Europa orientale presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni di Sapienza Università di Roma, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia d’Europa nel 2013. Si occupa di politica estera italiana dall’Unità alla Seconda guerra mondiale, ha pubblicato monografie e saggi su riviste scientifiche nazionali e internazionali. È iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio (2016), collabora con l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), è inoltre membro della Società Italiana di Storia Internazionale (SISI) e della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco), della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e dell’Associazione Giornalisti Europei (AEJ). Collabora con Rivista Militare, Geopolitica.info, Paese Italia Press, America Oggi, The Post Internazionale, Formiche, Rivista Marittima, La Svolta. È responsabile ufficio stampa per l’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza.

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