10 DIC 14 – Conferenza sulla multireligiosità e workshop sul conflitto del nagorno-karabakh
10 DIC 14 – Conferenza sulla multireligiosità e workshop sul conflitto del nagorno-karabakh - Geopolitica.info

La giornata di Mercoledì 10 dicembre è stata una giornata che ha offerto agli interessati, ma anche ai semplici curiosi, due interessanti opportunità di approfondimento sulle tematiche riguardanti l’area caucasica in generale e l’Azerbaigian in particolare.

Il primo di questi due eventi è stata una conferenza sulla Multireligiosità. Argomento di enorme portata e grande attualità, è stato letto attraverso le lenti delle esperienze di convivenza religiosa nei paesi di tradizione islamica, con un focus sulla situazione in Azerbaigian. La conferenza, organizzata dall’Associazione Azerbaigian-Italia, in collaborazione con il Senato della Repubblica e con la Repubblica dell’Azerbaigian, ha visto coinvolte le principali istituzioni politiche e religiose dell’Azerbaigian, dell’Italia, dello Stato Pontificio e di altri Paesi europei e non, oltre che ovviamente i principali atenei, centri di studi e ricerca ed alle rappresentanze diplomatiche. Sin dalla prima mattina si sono alternati sul podio a contribuire con le loro esperienze personaggi provenienti dalle più disparate realtà socio-politiche e soprattutto religiose, passando da analisi storiche degli intrecci tra religioni nel Caucaso per arrivare ad esperienze personali e prospettive future. Molta enfasi è stata ovviamente posta sul positivo esempio di convivenza millenaria tra diverse confessioni in Azerbaigian, esempio oggi come non mai importante, in un momento storico in cui i fondamentalismi ci mostrano il volto più tragico e crudele delle religioni e sono utilizzati come veicolo di idee politiche votate alla violenza ed allo stravolgimento degli equilibri mondiali. L’augurio è che occasioni di confronto positivo e costruttivo come quella offerta da questa splendida conferenza si ripetano con sempre maggior frequenza, non solo per aiutare a ridurre gli attriti tra le parti coinvolte ma anche e soprattutto per aprire una finestra sul mondo meravigliosamente ricco e complesso con cui le grandi religioni possono arricchire la vita culturale delle persone che entrano in contatto con esse.

Il secondo evento in programma si rivolgeva invece a tematiche attinenti al mondo della geopolitica e delle relazioni internazionali. Dopo l’evento di apertura tenutosi il 2 dicembre infatti il Centro di Studi e Ricerche sull’Azerbaigian di Sapienza Università di Roma ha avuto il piacere di ospitare un workshop sul conflitto del Nagorno-Karabakh organizzato dal Centro Studi sull’Azerbaigian di Trento, al quale hanno collaborato anche alcuni soci della neo-nata ASSAC (Associazione Giovani Studiosi Azerbaigian e Caucaso). La tematica, ben nota agli addetti ai lavori e non solo, data la rilevanza internazionale che ha assunto, è stata trattata in maniera completa e per nulla banale grazie agli interventi di relatori esperti e di altissimo livello ma provenienti da differenti backgrounds, fornendo così un quadro più che mai completo del grave conflitto che da oltre un ventennio sta interessando i paesi dell’Azerbaigian e dell’Armenia. Si è passati attraverso analisi storiche edetno-linguistiche per arrivare a tematiche riguardanti le politiche energetiche ed  i diritti umani, oltre che ovviamente il diritto internazionale in senso stretto; il tutto impreziosito anche da un intervento tenuto personalmente dall’Ambasciatore azero VadifSadiqof. Da segnalare la splendida iniziativa intrapresa dal Centro Studi di Trento per la creazione del primo archivio digitale del conflitto del Nagorno-Karabakh, che una volta completato fornirà un’inestimabile fonte di documenti, imprescindibile per uno studio di alto livello di questa così complessa situazione.

Ancora una volta, tramite questi due eventi, è stato evidenziato come l’area caucasica stia diventando giorno dopo giorno uno snodo fondamentale per la politica estera europea e mondiale e di come questa zona, con i suoi esempi positivi di convivenza ma anche con i suoi conflitti tutt’ora irrisolti sia una realtà con la quale è necessario più che mai confrontarsi con spirito positivo e di collaborazione.