Who is Who: Jamal al-Din al-Afghani

Nome: Jamal al-Din al-Afghani
Nazionalità: iraniano
Data di nascita: 1838 ca.
Data di morte: 1897
Chi è: Padre fondatore del riformismo islamico

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Jamal al-Din al-Afghani è considerato la più influente figura del Riformismo islamico, un movimento culturale nato nel XIX secolo in seguito alla presa d’atto dell’arretratezza politica e culturale del mondo islamico rispetto all’Occidente.

La città di nascita di al-Afghani è tutt’oggi incerta. Tuttavia si sa con una certa sicurezza che nacque in Iran e che ricevette una educazione sciita. Nel corso della sua carriera intellettuale al-Afghani dissimulò le proprie origini, adottando un nome che facesse riferimento a un paese fortemente sunnita, al fine di godere di maggiore influenza e credibilità presso le masse sunnite. Il suo programma intellettuale, infatti, era rivolto all’intera Umma (la comunità dei credenti) e si prefiggeva di liberare i territori islamici dal dominio coloniale europeo, nonché di ricomporre l’unità originaria di tutti musulmani, troppo spesso divisi in sette e fazioni contrapposte. Il progetto politico proposto da al-Afghani era, dunque, un panislamismo che avrebbe prodotto una rigenerazione culturale, scientifica, politica ed economica del dar al-Islam (casa dell’Islam), una fuoriuscita dallo stato di subalternità cui era stato condannato dall’inerzia e torpore accumulatosi nei secoli.

Secondo la diagnosi di al-Afghani, le cause del declino della comunità islamica non erano da trovarsi nell’Islam, bensì, al contrario, nel comportamento dei suoi seguaci, divenuti poco attenti alle norme religiose e distanti dalla tradizione. Citando un versetto del Corano («Iddio non cambia il favore di cui ha favorito un popolo fin quando essi non cambiano quel che hanno in cuore» VIII, 53), al-Afghanisostenne la necessità di superare l’atteggiamento del taqlīd, la pedissequa imitazione della tradizione, e di riaprire le porte dell’Ijtihād, lo sforzo interpretativo dei testi sacri. Lo scopo di una siffatta riforma era quello di modernizzare la religione,rendendola reattiva alla modernità. L’atteggiamento apologetico nei confronti dell’Islam era, quindi, compensato dall’elevata disponibilità al cambiamento.

Evitando la piatta e sterile imitazione dell’Occidente, da una parte, e un brusco ritorno all’Islam, dall’altra, al-Afghani scansò quegli estremi che si sarebbero potuti rivelare deleteri e fatali per un mondo islamico a stretto contatto con l’Occidente. In quest’ottica, l’appello per il recuperodello spirito dei salaf, i “pii antenati”, si configurò come un «fondamentalismo positivo» (così lo definisce Massimo Campanini), pronto tuttavia a esplodere e a dare vita a strane mutazioni. Non a caso i due suoi discepoli, Muhammad ‘Abduh e Rashid Rida, presero strade totalmente opposte: l’uno in direzione di un riformismo modernista, l’altro invece più propenso al fondamentalismo revivalista.