IRAQ - al-Jazeera era nel mirino del Pentagono?

La Casa Bianca ha definito «bizzarra» l’idea che il presidente Bush abbia discusso con il premier britannico Tony Blair circa la possibilità di bombardare il quartier generale di al-Jazeera per la copertura offerta dall’emittente delle vicende del fronte iracheno e, in particolare, della battaglia di Falluja. «Non intendiamo degnare di una risposta una cosa così bizzarra», ha dichiarato alla Cnn un funzionario della Casa Bianca, commentando l’articolo pubblicato ieri dal quotidiano britannico Daily Mirror, che citava un memorandum segreto dell’ufficio di Blair. Secondo il quotidiano britannico, proprio Blair, nel corso di un colloquio che si è svolto il 16 aprile 2004 alla Casa Bianca, avrebbe dissuaso il presidente americano dal lanciare un raid contro la sede dell’emittente in Qatar. Anche al Pentagono la notizia è stata definita «completamente assurda» da un funzionario citato dalla Cnn. Da parte sua Downing Street ha replicato con un «no comment». Diversi politici britannici hanno chiesto la pubblicazione della trascrizione del colloquio tra i due leader avvenuto. Il documento arrivò lo scorso anno all’ufficio dell’allora deputato laburista Tony Clarke a Northampton. Nel frattempo il Daily Mirror ha ricevuto un’intimazione dal procuratore generale britannico Lord Goldsmith a non rivelare dettagli di quella conversazione, paventando una violazione della legge sui segreti di Stato e minacciando di far emettere un’ingiunzione formale all’Alta corte. Non ce n’è stato bisogno, il giornale ha raccolto l’ “invito”.

Ieri, in un’intervista a “Unomattina”, il direttore generale di al-Jazeera, Wadah Khanfar, ha commentato: «Abbiamo chiesto ufficialmente un’investigazione su quanto dichiarato dal quotidiano inglese, ma fino ad ora non abbiamo ricevuto nessuna risposta ufficiale. Forse alcune dichiarazioni sull’argomento, ma siamo in attesa di un’indagine, una investigazione da Downing Street e dalla Casa Bianca su questo fatto. Credo che sia una cosa molto seria, molto grave per essere liquidata in questo modo senza una dichiarazione chiara. [..] Non credo che solo il mondo arabo ma tutto il mondo vorrebbe sapere la verità dei fatti perché se è vero allora siamo di fronte a una nuova era, una nuova epoca, a una nuova definizione di democrazia e libertà e a una nuova minaccia a livello internazionale»

Ancora ieri, a riguardo delle rivelazioni pubblicate sul Daily Mirror, è arrivato un durissimo attacco al presidente americano dalle pagine del quotidiano palestinese Al Quds Al Arabi. «Il presidente George Bush è l’uomo più pericoloso del mondo, ed è a capo di una banda di malvagi. Offre un saggio terrificante di come distruggere ed uccidere innocenti, di come smembrare gli stati e di come praticare brutalmente il terrorismo di stato». Questo l’incipit dell’editoriale firmato dal direttore Abdel Bari Atwan, dove non mancano pesanti critiche anche all’operato di Tony Blair, accusato di volere, anche lui, «bombardare ciò che rimane della stampa araba» edita a Londra. Atwan, definisce «legislazione terzomondiste» le norme antiterrorismo adottate dal governo britannico a seguito degli attacchi ai metrò di Londra, perché considerano «il sostegno alla resistenza, come istigazione al terrorismo», «parlare delle stragi dei sionisti, come giustificazione alle operazioni di martirio», e «dire che ai palestinesi non è rimasto che il loro corpo,da sacrificare, per affrontare un nemico prepotente, come glorificazione del terrorismo». Ma le critiche più feroci sono riservate al presidente statunitense, che vuole «terrorizzare la parte onesta dei media arabi», quella che tenta di «svelare la pur minima parte sulla verità, deve essere, bombardata e criminalizzata». «Tutti i discorsi su libertà, democrazia e riforme, che riempono le bocche» degli esponenti degli esponenti Usa, sono per Atwam «mere bugie», perché «chi santifica le libertà d’espressione, non progetta di bombardare un stazione satellitare di un paese amico ed alleato», e «chi esige il rispetto dei diritti umani, non dà il diritto ai suoi uomini, di praticare torture nel carcere di Abu Ghraib», e «Chi osteggia l’uso degli armi chimiche, utilizzando l’argomento, come pretesto per invadere ed occupare un paese, non utilizza certo, il fosforo bianco - che è un elemento chimico incendiario - contro i difensori del proprio paese a Fallujah». Il quotidiano arabo, conclude: «questo terrorismo non ci terrorizzerà», prima di tornare su Blair e le sue leggi antiterrorismo, per ricordare che «oramai lo spazio di libertà, concesso ai mass media arabi, è solo quello di glorificare l’occupazione americana». «Conscio della gravità e le conseguenze di questa posizione» afferma deciso: «promettiamo che questo terrorismo nelle sua duplice veste americana ed araba, non ci sposterà di un millimetro dalla nostra posizione».

Marco Cochi
(24 novembre 2005)

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