IRAQ - La guerra illegale

L’azione di guerra scatenata contro l’Iraq da parte del pianeta Stati Uniti sta lentamente incontrando diverse voci autorevoli che la definiscono completamente illegale. Sin dal primo momento i popoli di tutto il mondo attraverso le voci dei loro giovani, dei loro studenti, delle persone impegnate nella costruzione di un mondo migliore, più umano e più libero, hanno urlato la loro contrarietà nei confronti di una guerra riconosciuta solo come una rincorsa agli interessi economici dell’area vicino-orientale.

Dopo un lungo anno e mezzo di guerra in Iraq si sentono finalmente anche le voci di coloro che internazionalmente dovrebbero avere buoni poteri decisionali, ma che invece hanno lasciato agire abbastanza supinamente l’arroganza statunitense. Primo fra tutti il segretario generale dell’Onu Kofi Annan. Il ghanese ha recentemente affermato che l’intervento armato in Iraq è da considerarsi illegale, ha sottolineato che non sono state seguite le regole del diritto internazionale, anzi, che sono state letteralmente calpestate e che, nell’intraprendere questa guerra avventata, non si è voluto dare nessun peso alla diplomazia e alla Comunità internazionale, ma si è deciso di agire seguendo solo la propria volontà e le proprie certezze.

Annan ha dichiarato: “Spero di non vedere più un’operazione del tipo di quella condotta attualmente in Iraq, senza l’accordo dell’Onu e il sostegno di una grande parte della comunità internazionale”, ha aggiunto che: “l'azione non era in conformità con la Carta delle Nazioni Unite dal nostro punto di vista” ed ha concluso dicendo: “Penso che gli Stati Uniti, come gli altri membri dell'Onu, abbiano imparato la lezione'' e che ''in fin dei conti, tutti hanno concluso che era preferibile lavorare insieme con gli alleati in seno all'Onu per risolvere una parte di questi problemi”.

Le dichiarazioni di Kofi Annan in questa circostanza danno un’indicazione e una speranza di nuovi segni di vita all’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che della guerra in Iraq è stata una delle prime vittime. Di fatto gli Stati Uniti d’America, scavalcando a piè pari le Nazioni Unite, hanno creato un precedente che in concreto vuole dimostrare solo una cosa: la capacità degli Usa di poter decidere da soli sopra questioni internazionali di rilievo e, soprattutto, rivela il loro obiettivo e lo scopo finale di elevarsi ad unici e ultimi giudici della politica mondiale.

Un’altra voce importante nel panorama internazionale che si è levata contro le decisioni americane in politica estera, è quella dell’ex segretario dell’Onu Boutros-Ghali. L’attuale Presidente del Consiglio Nazionale per i Diritti Umani in Egitto, oltre a giudicare anch’egli illegale la guerra in Iraq, fa un’analisi lucida degli obiettivi che gli Stati Uniti stanno perseguendo. Innanzitutto rileva come l’azione in Iraq e anche la guerra in Kossovo, siano state scatenate senza l’accordo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu proprio per indebolire quest’ultima.

Sulla guerra in Iraq Boutros-Ghali è chiaro e non ha dubbi. Le truppe d’occupazione vanno ritirate al più presto, dice che gli iracheni non hanno bisogno di tutori e che sapranno risolvere da soli la situazione in cui versano. Boutros-Ghali va duro contro l’amministrazione di Washington, responsabile a suo avviso di una ondata di violenza che sta infuocando tutto il mondo, dall’America Latina all’Africa, ovviamente passando per il Vicino-Oriente. Il diplomatico egiziano rimarca ancora l’illegalità di questa guerra e si mette dalla parte del popolo iracheno: “persino gli USA ammettono di aver fatto un grosso errore. La crisi irachena non sarà mai risolta da forze straniere. Gli iracheni non accetteranno mai un dominio straniero, diretto o indiretto. L'unico modo per fermare il bagno di sangue e' uscire immediatamente dal paese e permettere che la situazione venga gestita da mediatori arabi, gli unici che hanno la possibilità di risolverla”.

L’ex segretario generale dell’Onu si è schierato apertamente dalla parte del popolo iracheno, l’attuale segretario Kofi Annan ha iniziato timidamente a contrastare le fin troppo consuete decisioni unilaterali degli Usa e le loro voci, come quelle di chi è responsabile delle molteplici organizzazioni internazionali, devono continuare a levarsi affinché non si ripeta più una guerra tanto illegale quanto barbara.

Herman Bashiron
(3 ottobre 2004)

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