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LIBRI: IL CONTINENTE NERO RACCONTATO DA MARCO COCHI
UNO SGUARDO ALL'AFRICA SENZA L'ARROGANZA PIETISTICA DELL'OCCIDENTE

Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - «L'Africa ha bisogno del resto del mondo quanto il resto del mondo ha bisogno di lei». Questo il presupposto che anima «L'ultimo mondo. L'Africa tra guerre tribali e saccheggio energetico» di Marco Cochi, un libro, edito Kappa, che si propone di indagare il volto dimenticato di un continente scomodo. Il volume si presenta come strumento per conoscere e indagare una terra di tutti e di nessuno, senza l'arroganza pietistica, tipica del mondo occidentale che, troppo spesso, pensa al continente nero come ad un pianeta da salvare quando, sostiene l'autore, «è solo uno dei tanti luoghi a cui va concesso di esprimere liberamente il proprio potenziale».

Lo sguardo di Cochi si sofferma sulle piaghe di una cospicua fetta di mondo, scandagliandone i problemi, le guerre, le risorse, i mali endemici e le potenzialità, dal Darfur all'Angola fino alla Somalia, scorrendo il dito su cicatrici mai rimarginate, che portano i segni di un colonialismo scellerato, che ha depredato un popolo delle proprie ricchezze, senza poi farsi carico della sua povertà.

Un libro che insegue un sogno e suggerisce idee concrete per combattere la povertà, indicando in particolare una strategia a due binari paralleli: da un lato la promozione della democrazia e della tolleranza, il miglioramento della posizione delle donne e delle giovani, un adeguato fronte contro la corruzione e campagne contro l'aids, condotte in modo maggiormente capillare; dall'altro, un concreto aiuto collaborativo delle società più ricche del globo per sostenere gli africani nella ricostruzione del loro paese. «Una strategia questa, per cui Kofi Annan si batte, inascoltato, da anni», ha scritto l'autore. Eppure, nonostante il secolare problema della povertà, l'Africa del libro di Cochi è un'Africa in cambiamento, in cui le guerre vanno cessando; un'Africa in cerca di pace, bisognosa di ricostruzione, di liberalizzare i mercati, di liberarsi di classi politiche corrotte che, lucrano sulle disgrazie di un intero continente.
(Per/Gs/Adnkronos)
30-OTT-06 19:04
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