PRIGIONIERO SENZA ACCUSA Alessandro Tirocchi
AGGIORNAMENTO DEL 12 GENNAIO:
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Mentre l’opinione pubblica sta seguendo con grande apprensione la vicenda dei cinque nostri connazionali tenuti sotto sequestro nello Yemen e la concitata trattativa che si dice possa sbloccarsi da un momento all’altro, l’attenzione delle redazioni del notiziario di Radio Globo e di geopolitica.info è stata catturata da una situazione altrettanto paradossale, che va avanti da quasi un mese, senza lasciar intravedere sviluppi a stretto giro di posta. Daniele D’Andrea, 34 anni, originario di Civitavecchia, pilota civile della compagnia ghanese-olandese CTK, dall’otto dicembre è “trattenuto” senza alcuna spiegazione in un albergo in Guinea-Bissau. Arrivato dal Ghana, la sosta a Bissau sarebbe stata molto breve, giusto il tempo di far scendere i passeggeri di quello che il diretto interessato definisce “volo per vip”, senza l’intervento di alcuni personaggi che, senza qualificarsi né concedere spiegazioni hanno portato via passeggeri ed equipaggio. Dopo ore di attesa nel commissariato locale, a mezzanotte c’è stato il trasferimento in un albergo della periferia della capitale, dove, da ventottogiorni, il nostro connazionale rimane in attesa degli eventi. Contattato telefonicamente, ci ha spiegato di cominciare a soffrire questa situazione paradossale. Non può tornare in Italia, perché gli è stato tolto il passaporto. L’ufficio stampa della Farnesina, che abbiamo contattato, ci ha spiegato che sono in corso controlli, e che il nostro connazionale non ha capi d’imputazione pendenti. Cosa che non gli ha impedito di trovarsi nella snervante posizione del prigioniero senza accusa, ‘invitato’ a non lasciare l’hotel in cui si trova.
QUANTE PERSONE SONO STATE FERMATE INSIEME A LEI?
In tutto eravamo sette, compreso l’equipaggio, poi 3 dei passeggeri sono riusciti a fuggire.
È MAI STATO CONTATTATO DALLA FARNESINA?
Mai, nessun contatto personale. Il console onorario di Bissau, il dottor Pisano, ha seguito la mia situazione quotidianamente, ma da Roma nessuna telefonata.
DOVE VI TROVATE?
Siamo in un albergo a 5 stelle, ma non è questo il punto. E’ la mancanza di informazioni, senza possibilità di muoversi liberamente che è pesante. Non ci hanno mai detto perché siamo stati fermati, né credo lo abbiano fatto col console Pisano. Sono preoccupato perché non capisco quale sia il capo d’imputazione che permette di fermare un equipaggio e di trattenerlo così a lungo
SIETE CONTROLLATI?
Si. È gente in borghese, all’interno e all’esterno della struttura che ci ospita. Non sappiamo esattamente chi sono né per chi lavorano, ma sappiamo che sono lì per controllarci.
AVETE POSSIBILITÀ DI MUOVERVI?
Fino a qualche giorno fa non potevamo lasciare l’albergo. Poi con l’intervento di alcuni avvocati ci hanno concesso di girare in città, ma non è consigliabile perché senza documenti non sai cosa possa accadere.
Sono ventotto giorni che un cittadino italiano viene “ospitato” forzatamente in un paese straniero, dopo il sequestro del passaporto. Non ci sono accuse formali, come ci ha spiegato la Farnesina, ma solo controlli in atto. Ventotto giorni di controlli.
(05 gennaio 2006)
AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO:
IL RITORNO IN ITALIA