Gerussia: l’orizzonte dei rapporti tra Mosca e Berlino – Salvatore Santangelo

Salvatore Santangelo, docente di Geografia delle Lingue presso l’università di Tor Vergata, e autore di “Gerussia. L’orizzonte infranto della geopolitica europea” (Castelvecchi 2016), commenta gli attuali rapporti tra Mosca e Berlino.

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“Quella tra Berlino e Mosca è certamente una delle traiettorie strategiche dell’Europa e degli equilibri globali. Su questa relazione pesano le diverse leadership politiche, e non è un caso se la Cia, nel suo report sui presunti attacchi degli hacker russi volti a manipolare l’esito delle elezioni statunitensi, abbia fatto un riferimento a Berlusconi e a Schröder.” Commenta Santangelo. “Se l’astro politico di Berlusconi è declinante, Schröder ha ancora un ruolo importante. Durante il suo cancellierato la relazione bilaterale tra la Germania e la Russia è stata fortissima, sul versante economico, energetico e politico. Egli tutt’oggi presiede il comitato degli stakeholder di North Stream, un’opera infrastrutturale ed energetica fondamentale, che esemplifica quello che il centro studi del Parlamento russo come “Gerussia”.”

Rapporti, quelli tra Mosca e Berlino, messi fortemente in crisi dalla crisi ucraina: “Se “Gerussia” dalla caduta del muro di Berlino al 2014 è andata avanti con forza e determinazione” afferma Santangelo, “con la crisi ucraina e l’occupazione della Crimea abbiamo visto una battuta d’arresto, e per certi versi il riproporsi dei presupposti di una guerra fredda. I rapporti tra Putin e la Merkel è estremamente freddo. Esiste un’antipatia reciproca, e anche se Trump ha vinto con un’agenda basata sulla possibilità di risolvere con il dialogo e la politica la controversia tra l’occidente e la Russia, viviamo settimane estremamente difficili, dove si moltiplicano le provocazioni: la visita del senatore McCain in Ucraina, il dispiegamento massiccio di forze militari americane sul suolo tedesco.”

Santangelo conclude la sua analisi con un augurio: “E’ fondamentale che tutti i leader riescano ad evitare un’escalation che potrebbe di nuovo aprire una ferita nel cuore dell’Europa.”