Luciano Mario Bencivinni
ITALIA - Forniture di gas, due passi avanti
La politica energetica italiana, non per caso, è molto in fermento. In meno di due settimane l’esecutivo di Romano Prodi e l’Eni, la maggiore compagnia italiana dell’energia, hanno siglato due accordi, rispettivamente con il governo algerino e con il gigante russo Gazprom, in grado di diversificare significativamente l’approvvigionamento energetico e di assicurarsi la fornitura di gas fino al 2035, scongiurano il rischio di interruzioni nel corso dell’inverno come si era temuto un anno fa. L’accordo che ha creato sicuramente i rumors più forti, suscitando l’interesse della commissione europea e dell’antitrust italiano è certamente quello stipulato con Gazprom, che prevede un forte interlacciamento fra le due compagnie: l’ente nazionale del gas russo estenderà la durata dei contratti con Eni fino al 2035, confermando la compagnia italiana come primo cliente mondiale, ed in cambio potrà vendere a partire dal prossimo anno sul mercato italiano quantitativi via via crescenti di gas, arrivando a quasi tre miliardi di metri cubi nel 2010. Eni e Gazprom inoltre seguiranno assieme una serie di progetti sia in Russia sia all’estero, e sigleranno accordi anche su altri campi, come il trasporto del gas su lunga distanza.
Paolo Scaroni (nella foto), amministratore delegato della compagnia italiana, ha parlato di un accordo storico, di enorme importanza strategia, fondamentale per la sicurezza energetica del nostro paese. In un’intervista televisiva congiunta con Bersani, Ministro delle Attività produttive ha sottolineato come l’Eni ed il governo siano sempre stati in contatto durante le trattative dell’accordo con Gazprom, mentre l’esponente dei Democratici di Sinistra ha sottolineato come la politica energetica debba passare da nazionale ad europea, ritornando sulla necessità della costruzione dei rigassificatori al fine di diversificare maggiormente gli approvvigionamenti. Dal consistente numero di progetti presentati sembra di intravedere un progetto per trasformare la penisola in una sorta di hub del gas.
Oltre che dal gelo siberiano, il gas arriverà anche dal Nord Africa: il 16 novembre il presidente del consiglio Romano Prodi ha concluso l’accordo di un gasdotto che dall’Algeria, attraversando la Sardegna approderà a Piombino. La capacità iniziale del condotto dovrebbe essere di circa otto miliardi di metri cubi. Nella capitale africana sono stati siglati anche gli accordi per la fornitura fra la società algerina Sanatrach e i soci italiani fra cui l’Edison, fornitura che durerà quindici anni dall’entrata in funzione del gasdotto.
Il metanodotto si snoderà per un totale di circa 1400 chilometri: la prima parte in territorio algerino, 300 vedranno la posa in acque profonde 2500 metri fra Sardegna ed Algeria, altri 300 si snoderanno attraverso l’isola per poi rituffarsi in mare nei pressi di Olbia e riemergere 200 chilometri dopo a Piombino. Una parte della fornitura, circa 2 miliardi di metri cubi è destinato alla Sardegna, che lo avrà ad un prezzo scontato. Renato Soru, presidente della regione, ha spiegato che il metano potrà far fronte alle necessità dell’isola fino al 2030, con un risparmio sulla bolletta energetica di oltre il 40%, e ha insistito sul prezzo di favore per compensare lo svantaggio competitivo subito in questi anni dagli imprenditori sardi per il maggior costo dell’energia. Soru ha anche tenuto a sottolineare come i bandi per le reti interna siano stati tutti emanati e per la maggior parte anche finanziati. Con i due accordi, venuti alla luce quasi in simultanea, il paese si è posto in una situazione di maggiore tranquillità per quanto concerne gli approvvigionamenti energetici. Un vantaggio che a lungo termine porterò pochi benefici se comporterà un accantonamento dei progetti sulle fonti rinnovabili, materia in cui l’Italia rimane decisamente indietro rispetto agli altri paesi dell’Unione.
(12 dicembre 2006)