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| Bollettino mensile di approfondimento geopolitico - Prosegue con questo numero la riflessione, iniziata con le precedenti due uscite, sulla caduta del muro di Berlino e le conseguenze politiche che esso ha generato, in particolare in Ungheria, e su quelle economiche dello scacchiere internazionale contemporaneo. |
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«Amare – ha scritto Antoine de Saint-Exupery - non significa guardare negli occhi dell’altro, ma guardare nella stessa direzione».
Per troppo tempo noi europei ci siamo concentrati sugli affari interni del nostro continente, ponendo l’attenzione più su ciò che ci divide che su quanto ci accomuna. Ma se volgiamo lo sguardo alle sfide globali, possiamo facilmente notare come i rischi e le opportunità che ci troviamo di fronte risultino gli stessi. Guerre asimmetriche, tensioni etno-nazionalistiche, disfunzioni delle organizzazioni sovranazionali, sperequazioni socio-economiche e crisi energetiche possono essere affrontati con un buon margine di successo solo da un’Unione Europea che agisca coesa seguendo chiari obiettivi di medio e lungo periodo. Alle questioni contingenti si affiancano anche cambiamenti strutturali: la vecchia idea di “scacchiere internazionale”, che implica la necessità di riflessione e di strategia, è stata soppiantata da un’arena anarchica, caratterizzata dall’esigenza di scelte incessanti che di sovente inducono ad un tatticismo solitario e di corto respiro. Tale considerazione non fa che rafforzare l’opportunità di considerare gli eventi globali superando gli egoismi locali, in favore di una prospettiva europea che non rappresenti esclusivamente uno stimolo rivolto a Bruxelles, ma si proponga di elaborare idee indirizzate ai singoli governi nazionali, troppo spesso portati a ragionare in termini restrittivi dalle continue scadenze elettorali.
Il Centro Studi “Geopolitica.info” desidera contribuire al processo di formazione di una prospettiva comune dell’Europa: dimostrare che una visione unica della politica internazionale da parte del nostro continente è possibile, così da offrire un contributo importante al dialogo globale, costituirà lo scopo ultimo di ogni nostra iniziativa. L’impegno etico e la lealtà al nostro humus culturale non confliggono con l’impiego della massima ragionevolezza ed obiettività nell’analisi delle relazioni internazionali e, più in generale, delle dinamiche tipiche della società tardo-moderna. Se riteniamo che i successi e le tragedie degli altri popoli ci riguardino direttamente, è perché crediamo che non esistano conflitti inevitabili o incompatibilità insanabili tra le diverse culture. Il mondo del XXI secolo registra l’incapacità dei tradizionali attori internazionali non solo di indirizzare gli eventi, ma anche di comprendere i processi di trasformazione di lunga durata attualmente in atto. Questa tendenza mette in risalto la necessità di risolvere una questione ancora oggi controversa, che determina un forte disorientamento tanto tra la classe dirigente quanto nel complesso del corpo sociale. L’Europa rappresenta un’idea ecumenica, che si riconosce in un insieme di valori universali e non circoscrivibili all’interno di confini definiti, oppure è un progetto politico, identificabile con un territorio ed una popolazione che si sviluppano all’interno di frontiere stabili, destinato a trovare espressione in un’organizzazione più simile ad uno Stato sovrano rispetto a quella attuale? Ragionare in termini puramente volontaristici potrebbe rivelarsi un errore esiziale e foriero di conflitti dalla portata illimitata. La nostra risposta non può che propendere verso la seconda opzione, in quanto la principale peculiarità della migliore tradizione politica europea è stata la capacità di conciliare l’elevatezza dei principi con la sostanza della prassi.
Per raggiungere i traguardi scientifici e divulgativi individuati, “Geopolitica.info” ha scelto di aderire al progetto del think tank “European Centre of International Affairs”, le cui proposte trovano espressione nella rivista “European Journal of International Affairs”. Il Centro Studi e il suo bollettino mensile “Domino” costituiscono, dunque, parte integrante di un più ampio progetto in lingua inglese. Operare in tale contesto rappresenta per noi, al tempo stesso uno stimolo ed un’opportunità: fornire un contributo italiano, ma non italo-centrico, ad una rete di caratura internazionale i cui componenti trovano il loro minimo comun denominatore nella certezza che l’Europa, col suo ineguagliabile bagaglio storico e culturale, possa interpretare ad una sola voce un ruolo di massimo rilievo sulla scena politica internazionale del futuro.
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