AFRICOM in supporto alle forze somale

La Somalia, paese devastato dalla guerra civile, continua ad essere teatro di numerosi scontri tra elementi appartenenti al gruppo terroristico di Al-Shabab e le forze governative e internazionali. La scorsa settimana, le forze degli Stati Uniti hanno supportato i commandos somali in un attacco che mirava ad eliminare membri del gruppo militante di Al-Shabab.

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Durante il raid un contingente di truppe americane d’elite, in qualità di consiglieri militari, ha supportato le forze somale nell’assalto ad un posto di blocco di Al-Shabab, nella zona di Saakow, un remoto avamposto nel sud della Somalia (320 km a ovest della capitale somala, Mogadishu) diventato un noto rifugio per i militanti.

Il quotidiano New York Times riporta che quando le forze somale si sono avvicinate al checkpoint, i militanti hanno aperto il fuoco, scatenando uno scontro. Anthony Falvo, portavoce per l’Africa Command degli Stati Uniti, ha riferito che tre militanti di Al-Shabab sarebbero stati uccisi mentre nessuno dei soldati americani è rimasto ferito. “I consiglieri americani che hanno accompagnato la forza guidata dai somali erano armati, ma non hanno partecipato al conflitto a fuoco”, ha detto il portavoce di Africom.

Al-Shabab, organizzazione militante somala che ha giurato fedeltà ad Al-Qaeda, ha organizzato diversi posti di blocco illegali nell’area di Saakow, dove raccoglie fondi tassando residenti e commercianti sulla movimentazione delle merci attraverso l’area.

A Nairobi circolavano voci circa l’uccisione del leader di Al-Shabab, Abu Ubaidah, in un attacco americano a Saakow la scorsa settimana, ma il comandante Falvo ha detto che l’esercito americano sta valutando i risultati dell’operazione e che è troppo presto per stabilire se siano rimasti uccisi comandanti di Al-Shabab.

Il compito principale degli americani in Somalia, attraverso la missione della CJTF-HOA (Combined Joint Task Force – Horn of Africa), è quello di aiutare a costruire la capacità di difesa dei suoi partner in Africa orientale.

Il CJTF-HOA è dinamico e operativo e il suo scopo è contrastare le organizzazioni estremiste violente in Africa orientale. La struttura sfrutta la flessibilità della sua posizione strategica come una piattaforma critica di proiezione di potenza e lavora con le nazioni partner, le forze della coalizione e organizzazioni intergovernative per ottenere uno sforzo unitario. La Task Force sostiene gli Stati africani e le organizzazioni affinché abbiano la capacità di combattere le minacce transnazionali, siano in grado di effettuare/compiere operazioni di pace efficaci e rispondere alle crisi, e siano in grado di promuovere la stabilità e la prosperità regionale.

La Somalia rimane in un pericoloso stato di limbo, con un governo centrale debole e migliaia di militanti di Al-Shabab che operano in tutto il paese.

Nel 2009 membri di Al-Shabab hanno dichiarato la loro alleanza con al Qaeda che li ha ufficialmente integrati nella sua rete terroristica all’inizio del 2012.

Attualmente l’organizzazione terroristica può contare su migliaia di guerriglieri (tra i 5.000 e i 9.000 secondo gli osservatori) e sul sostegno obbligato delle popolazioni rurali, prive di qualsiasi difesa, e sottoposte a vessazioni di ogni genere dai radicali islamici. Contro di loro sono schierati i militari dell’Unione Africana (22.126 uomini tra poliziotti e soldati).

Nel Paese, uno dei più poveri al mondo, sono previste le elezioni quest’anno per la scelta del Presidente (30 ottobre) e del parlamento (tra il 24 settembre e il 10 ottobre), ma il grado di sicurezza metterebbe a rischio la partecipazione al voto di ampie porzioni della popolazione e lo stato decrepito delle istituzioni pubbliche fa sì che i cittadini non voteranno direttamente, ma saranno invece gli anziani dei clan che selezioneranno i delegati. Secondo quanto riporta Newsweek, le elezioni non seguiranno il sistema di “una persona – un voto”. Gli anziani dei principali clan della Somalia selezioneranno un elettorato di circa 14.000 delegati, che saranno organizzati in collegi elettorali ed eleggeranno 275 membri del parlamento, il 30 per cento dei quali deve essere di sesso femminile. Ognuno degli stati federali della Somalia selezionerà i membri della camera alta del parlamento, mentre i membri di entrambe le Camere voteranno nelle elezioni presidenziali. I parlamentari eleggeranno anche il presidente della Camera bassa il 25 ottobre.

La Somalia è passata da una crisi all’altra dal 1991, quando il governo centrale è crollato e i signori della guerra di diversi clan si sono contesi quello che restava del Paese. Centinaia di migliaia di persone sono morte per fame, malattie e conflitti.

In un quadro in cui la stabilità del Corno d’Africa è compromessa ormai da decenni, i militanti di Al-Shabab, negli ultimi anni, hanno ucciso un numero altissimo di civili e hanno reso la situazione del paese, dal punto di vista della sicurezza, ancora più critica. Un altro pericoloso tassello della destabilizzazione che affligge vaste aree del mondo.